“Ti aiuto a trovare lavoro a Rimini”, poi la violenta dentro un capannone

Rimini

Una promessa di lavoro, il viaggio insieme in auto da Bologna a Rimini e poi la violenza avvenuta all’interno di un capannone. È la sequenza ricostruita dalla Procura nell’inchiesta che vede accusato di violenza sessuale un 32enne pakistano ai danni di una connazionale di 25 anni. Per lui, residente nel capoluogo emiliano e difeso dall’avvocato Giacomo Fornaciari del foro di Reggio Emilia, il pm Luca Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio. Richiesta che sarà discussa dal gup Andrea Falaschetti durante l’udienza preliminare fissata per metà ottobre. La persona offesa è invece assistita dall’avvocato Riccardo Bentley del foro di Bologna.

La vicenda

I fatti sarebbero avvenuti in città tra il 6 e il 13 dicembre 2023. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, il 32enne avrebbe accompagnato in auto a Rimini la ragazza, anche lei nata in Pakistan e residente a Bologna, facendole credere che avrebbe potuto aiutarla a trovare un’occupazione.

Una volta arrivati, sempre secondo l’accusa, l’avrebbe condotta all’interno di un capannone e avrebbe chiuso a chiave il portone d’ingresso. La ricostruzione prosegue con il trasferimento della 25enne in un ufficio. Qui, secondo la Procura, l’uomo le avrebbe afferrato una mano per impedirle di muoversi. La giovane avrebbe chiesto di essere lasciata andare e avrebbe manifestato la volontà di allontanarsi. L’accusa sostiene invece che il 32enne avrebbe proseguito nella sua condotta, fino a costringerla a subire un rapporto sessuale nonostante la sua opposizione. Alla fine, la giovane è riuscita a fuggire e a sporgere denuncia alla Polizia di Stato. Sono così scattate le indagini coordinate dal pm Luca Bertuzzi, che ora hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio del 32enne. Fondamentali in tal senso sono risultate le sommarie informazioni raccolte e soprattutto l’incidente probatorio al quale, davanti al giudice, si è sottoposta la donna nel novembre dello scorso anno.

«Priorità tutela della ragazza»

«La richiesta di rinvio a giudizio conferma la serietà e la meticolosità delle indagini finora svolte dalla Procura di Rimini, passo necessario per l’accertamento della verità - ha commentato l’avvocato della vittima, Riccardo Bentley -. In questo momento, la priorità assoluta è la tutela della mia assistita, che sta affrontando questo percorso con grande sofferenza, ma anche con grande dignità».

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