Tentò di uccidere il marito con il veleno per topi: la Corte d’Appello conferma la condanna a 10 anni

Rimini
  • 08 giugno 2026

Nessuno sconto di pena. La Corte d’Appello di Bologna ha confermato la condanna a 10 anni di reclusione per la 49enne moldava accusata di aver tentato di uccidere dal luglio 2022 il marito col topicida, così come disposto un anno fa in primo grado con rito abbreviato dalla gup Raffaella Ceccarelli, che aveva accolto in toto la richiesta del pm Luca Bertuzzi, condannando la donna anche a pagare un risarcimento di 31mila euro.

La giudice non prese in considerazione la tesi della difesa, rappresentata dall’avvocato Luca Greco, che si basava su una consulenza del medico legale di parte secondo la quale le dosi di veleno rinvenute nel sangue (Bromadiolone e Coumatetralyl) non sarebbero state tali da provocare la morte dell’uomo, costituitosi parte civile e tutelato dal legale Diego Montemaggi. Alla luce di quanto deciso dalla Corte d’Appello, ora è verosimile per la difesa il ricorso in Cassazione.

Secondo l’accusa, la 49enne avrebbe tentato, un po’ alla volta, di uccidere il marito sfruttando la stessa tecnica usata contro i topi, ossia con veleno mescolato nel cibo. La vicenda era emersa a causa dei continui ricoveri dell’uomo per dolori e forti emorragie che avevano insospettito i medici del reparto di Infettivologia dell’Infermi. Sospetti confermati poi dagli esami svolti in un ospedale di Padova, che avevano rivelato nel sangue dell’uomo la presenza di Bromadiolone e Coumatetralyl, le stesse sostanze presenti nei veleni contro i ratti.

La donna fu così arrestata il 28 giugno 2023, a seguito di alcune intercettazioni e dopo che durante una perquisizione la Squadra Mobile trovò in un cassetto dell’armadio della camera da letto della coppia una siringa contenente veleno per topi.

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