Sentenza storica per il mondo della scuola. Riconosciuto il diritto alla precedenza per disabilità nell’assegnazione delle sedi scolastiche anche ai vincitori di concorso. Simonetta Ascarelli, segretaria generale Flc Cgil Rimini, annuncia una vittoria che ha il sapore dell’inclusione. Protagonista della vicenda a lieto fine è una docente riminese con grave disabilità (di cui non sono fornite le generalità nel rispetto della privacy) e alla quale nei giorni scorsi è stato riconosciuto il diritto di essere assegnata a una sede scolastica vicina al proprio domicilio.
Di recente alla prof era arrivata una bella notizia dal Ministero dell’Istruzione: l’incarico a tempo indeterminato. Un risultato conseguito dopo anni di studio e sacrifici grazie alla vittoria nel concorso Pnrr 1, che le ha concesso tuttavia solo una gioia a metà. Il motivo? Dopo l’assegnazione a Modena, si era vista costretta a causa delle sue difficoltà motorie a chiedere aiuto al genitore caregiver, finito al volante per macinare insieme 170 chilometri al giorno, con sveglia alle 4 del mattino finché, mercoledì scorso, una decisione in punta di diritto ha messo fine al doppio calvario (che rischiava di farle gettare la spugna) sancendo il mancato rispetto della Legge 104/92 da parte del Ministero, il cui comportamento è stato definito «discriminatorio».
Sotto la lente sono finite le procedure di reclutamento del personale visto che, nonostante la presenza di posti vacanti e disponibili nella provincia di Rimini (8 poi lievitati a 9 in seguito a una rinuncia), il Ministero aveva negato l’applicazione della precedenza, prevista dalla Legge 104/92, nella fase di attribuzione della provincia, assegnando alla docente Modena per “merito”, ossia in base alla sola posizione coperta nella graduatoria, facendo carta straccia della sua condizione di disabilità, peraltro permanente. La precedenza era stata invece applicata in seconda battuta, al momento della scelta della scuola all’interno della provincia modenese sebbene, oltre al danno la beffa, questo accomodamento ragionevole portasse zero benefici.