RIMINI. Anziani, disabili, famiglie con passeggini dovranno attendere il 2028 per accedere ai binari della stazione di Rimini dal nuovo sottopasso lato mare inaugurato sette mesi fa. Fino ad allora potranno usufruire del percorso accessibile del sottopasso ferroviario lato Riccione, dotato di scale e ascensori di collegamento con i marciapiedi. Come precisa infatti il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rispondendo a una interrogazione di Rosaria Tassinari di Forza Italia, per il sottopasso centrale si è conclusa la prima fase di lavori, con il prolungamento verso il fronte mare e la realizzazione del nuovo padiglione di ingresso. E quella successiva prevede appunto “l’inserimento dei collegamenti verticali tra il sottopasso e l’atrio della stazione, mediante scale mobili e ascensori, consentendo l’accesso anche alle persone disabili”. Intanto, aggiunge, è stato installato un montascale temporaneo. I lavori proseguiranno per sottofasi che interesseranno progressivamente l’atrio, la prima banchina e una porzione del sottopasso centrale, con conclusione prevista entro il 2028. Alla luce del nuovo assetto, conclude Salvini, sarà avviato uno studio trasportistico aggiornato per analizzare l’evoluzione dei flussi pedonali e le condizioni di sicurezza, “fermo restando che il completamento degli interventi in corso garantirà l’adeguamento normativo complessivo dell’impianto”.
Il ministro è inoltre disponibile a un confronto strutturato con Rfi e con le società del gruppo Fs per valutare eventuali ottimizzazioni della seconda tranche del progetto, così da approfondire soluzioni migliorative per agevolare l’accesso ai binari attraverso il nuovo sottopasso da parte delle persone con disabilità, dei soggetti fragili, dei pendolari, dei turisti e dei cittadini, nel rispetto dei vincoli tecnici e delle esigenze di sicurezza. Come ricorda Tassinari nell’interrogazione, che segue le segnalazioni da parte di forze politiche locali di maggioranza e di opposizione e del sindaco Jamil Sadegholvaad, il nuovo sottopasso è costato più di otto milioni di euro senza però la costruzione di ascensori per accedere dal tunnel ai binari. E il Comune di Rimini, conclude l’azzurra, ha le sue colpe dato che non c’è stata una “disamina adeguata” del progetto, “soprattutto sulla fattibilità delle modifiche necessarie per evitare le varie criticità”.