Spiagge, Legacoop Romagna a Salvini: “L’annuncio di un nuovo decreto è uno spiraglio, ma non ferma le gare”

Spiagge, concessioni e indennizzi ai gestori, in una nota Legacoop Romagna replica al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini: “Prendiamo atto dell’annuncio di un nuovo decreto da parte del Ministro Salvini, che dovrebbe intervenire sulla modifica dell’articolo 49 del Codice della Navigazione e sul riconoscimento degli investimenti ai concessionari di spiaggia uscenti. Si tratta di un impegno politico rilevante per i gestori degli stabilimenti balneari romagnoli e per le cooperative che li rappresentano ma che, purtroppo, non sarebbe risolutivo dei problemi sommatisi in questi anni, soprattutto alla luce delle posizioni finora sempre espresse dalla Commissione europea e dei precedenti stop arrivati sia dall’UE sia dal Consiglio di Stato. Certo, si tratta di uno spiraglio di luce e ci auguriamo che il Ministro Salvini riesca a rispettare i suoi impegni e che poi il Governo sia in grado di farli divenire posizione condivisa da UE, Commissione Europea, Consiglio di Stato ma, in questa fase di incertezza, in ogni caso non possiamo permetterci di rimanere fermi. Le gare ci saranno a breve, questo è ormai un dato di realtà, quindi resta indispensabile accelerare il lavoro sulle indicazioni della Regione Emilia-Romagna, in modo da fornire a tutti i Comuni della costa romagnola un quadro di indirizzi chiaro, uniforme e condiviso, per affrontare una fase che resta estremamente complessa. Non possiamo permetterci il rischio concreto di una frammentazione lungo la Riviera, dove ogni Comune procederebbe in modo autonomo, e strategicamente isolato. Sarebbe un danno grave per le imprese, per i lavoratori e per l’immagine complessiva del sistema turistico romagnolo”.

Continua la nota: “Il coordinamento della Regione Emilia-Romagna è oggi uno strumento indispensabile per accompagnare i Comuni, evitare fughe in avanti e allo stesso tempo non fermare il sistema. Si devono integrare i principi che abbiamo già indicato: tutela del lavoro e delle microimprese familiari, riconoscimento del valore aziendale e della professionalità, valorizzazione dei modelli cooperativi e loro attività, continuità del servizio e qualità dell’offerta. Le stesse organizzazioni sindacali delle imprese balneari nei giorni scorsi hanno richiamato l’esigenza di uniformità regionale. È un punto su cui c’è una convergenza ampia: regole uguali lungo tutta la costa sono la condizione minima per garantire equità, certezza del diritto e tenuta del nostro modello turistico. È questa la strada per governare una transizione che altrimenti rischierebbe di produrre solo contenziosi, incertezza e danni irreversibili al nostro sistema balneare”.

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