Spiagge, Fipe Confcommercio: “Un suicidio mettere all’asta 30mila aziende balneari”

Rimini
  • 17 ottobre 2026

RIMINI. “Un suicidio del turismo e del Paese mettere all’asta 30mila aziende balneari in un quadro normativo ancora confuso e anacronistico... Un suicidio del Paese avviare, nelle prossime settimane, decine di migliaia di gare nei 645 comuni costieri per il trasferimento coattivo delle porzioni di demanio e, con queste, le aziende sulle quali insistono, in assenza di un quadro normativo chiaro e uniforme”. Questo il grido d’allarme lanciato da Antonio Capacchione, presidente del Sindacato Italiano Balneari FIPE/Confcommercio, all’evento ‘Italia economia del turismo! Manifesto per il futuro’, organizzato dal ministero del Turismo al Tempio di Venere al Colosseo. “Il bando tipo annunciato dal Governo è del tutto insufficiente se non viene accompagnato da interventi legislativi che aggiornino il Codice della navigazione del 1942 che, ancora oggi, disciplina la materia”, dice Capacchione. “Segnaliamo, quindi, anche in questa occasione che ‘la spada di Damocle’ pende sul turismo e, per il peso che esso ha, sull’economia nazionale, sul futuro del Paese. Ci aspettiamo che il Governo e le Istituzioni intervengano per evitare questo ‘terremoto’ che potrebbe essere esiziale per il turismo e l’economia nazionale”, prosegue il presidente del Sindacato Italiano Balneari. “Con il 39,2% (dati ISTAT) delle presenze turistiche complessive il segmento ‘mare’ è il comparto più rilevante del turismo italiano. L’incremento del 6% (dati del Ministero del Turismo) delle presenze turistiche dall’estero in questa estate sono la conferma del successo di questo modello di balneazione attrezzata e che le aziende attualmente operanti sono efficienti e di qualità. Il loro futuro e quello del turismo nazionale, però, è a rischio per l’irrisolta questione della Direttiva Bolkestein”, conclude Capacchione.

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