«Mentre noi cittadini chiediamo più forze dell’ordine in strada, dal Ministero mandano a Rimini così pochi poliziotti da non coprire nemmeno i buchi d’organico causati dai pensionamenti. Assurdo». Dopo le proteste dei giorni scorsi dei sindacati di polizia Siulp: «I 21 nuovi agenti assegnati a Rimini sono briciole, altro che rinforzi», e Sap: «Dodici tra funzionari e agenti saranno tolti al territorio e aggregati per un mese alle Olimpiadi Milano-Cortina», i comitati cittadini di Rimini sud insorgono e chiedono un incontro al nuovo questore, Ivo Morelli, e al prefetto, Giuseppina Cassone, per affrontare la questione sicurezza e ordine pubblico nei quartieri periferici.
«Lo stato di insicurezza»
«Da Bellariva a Miramare – stigmatizza Roberto Urbinati, presidente del comitato Rimini sud – siamo costretti, per la presenza di una pericolosa microcriminalità, a convivere con un perenne stato di insicurezza. In particolare le donne che col buio evitano perfino le passeggiate perché non sai mai chi puoi incontrare. E allora, visto che di rinforzi reali di poliziotti e carabinieri non se ne vedono, anzi quelli che arrivano non coprono nemmeno le uscite dal servizio per raggiunti limiti d’età dei loro colleghi, vorremo avere un confronto pubblico, alla presenza dei residenti dei quartieri sud, con questore, prefetto e sindaco. Non vorremmo trovarci, anche noi, quest’estate, a dover fare i conti con una situazione completamente fuori controllo». E allora, meglio prevenire. «Certo – rilancia Beppe Indino, presidente della Pro loco di Miramare -. Solo questore e prefetto potranno rassicurarci. Per questo a giorni chiederemo un incontro con loro, visto che di divise qui a Miramare ne vediamo davvero poche. E veniamo anche a sapere che i rinforzi di Polizia, che ci erano stati garantiti, sono così insufficienti da non riuscire a coprire nemmeno i 28 pensionamenti che ci saranno quest’anno. Mi chiedo allora, così come si chiedono un po’ tutti i residenti di Miramare: che estate dobbiamo aspettarci?».
Il presidio
Estate, appunto. Perché Rimini sud, durante la bella stagione, si trasforma in una zona piena di vita, in particolare a luglio e agosto, ma anche pericolosa, se, tra le centinaia di migliaia di turisti e pendolari della tintarella, arrivano personaggi poco raccomandabili. «Balordi e spacciatori qui ci sono sempre – stigmatizza Indino -: ci sono d’inverno, così come d’estate. Basti pensare che qualche giorno fa uno di questi delinquenti è entrato in Pro Loco: ha forzato la porta, è penetrato all’interno, ma, non trovando nulla, è stato costretto ad andarsene senza niente, provocando però danni alla porta d’ingresso. Bene, immaginate Miramare d’estate, quando di gente così ne arriva a centinaia e sono anche più pericolosi. E immaginate Miramare priva di un numero adeguato di forze dell’ordine a presidio del territorio. Non aggiungo altro».
Capitale del turismo
Siamo a gennaio, ma visti i continui e gravi episodi di violenza che stanno funestando il Paese, chi è abituato a convivere con la microcriminalità si preoccupa. E anche tanto. «Rimini non può essere considerata dalle istituzioni romane come una semplice città capoluogo – chiosa Luca Metalli, presidente del comitato turistico di Miramare -. Perché Rimini è la capitale italiana del turismo balneare, che d’estate, da 150 mila residenti, arriva al milione e anche più di abitanti. Con tutte le problematiche di ordine pubblico che questo determina. Ecco perché sarebbe ora che il Ministero iniziasse a mandarci forze dell’ordine in numero pari a quelle che inviano nelle città metropolitane. Solo così potremmo iniziare a liberarci, se non di tutti, almeno di una buona parte di tutti questi balordi che vengono a Rimini per delinquere».