RIMINI. «Ogni ragionamento dovrebbe partire guardando le esigenze del mondo della scuola, cos’è meglio per le nostre ragazze e i nostri ragazzi e da lì pensare a cosa serva per arricchire e migliorare la loro esperienza di crescita. È chiaro però che dal punto di vista dell’industria turistica è un tema che ha un impatto significativo sul turismo balneare. Dobbiamo ricordare che il balneare rappresenta per la nostra regione oltre il 70% delle presenze, in Italia cuba un terzo delle presenze. In Emilia-Romagna abbiamo già visto che anche pochi spostamenti di giornate sulla stagionalità estiva hanno prodotto degli effetti molto impattanti, quindi, va bene parlare di distribuire i flussi turistici durante l’anno, di destagionalizzare, ma nello stesso tempo non possiamo dimenticarci la stagionalità da cui viene gran parte del sostegno della nostra industria turistica». Interviene in questo modo Roberta Frisoni, riminese, assessora al Turismo della Regione Emilia-Romagna, dopo le dichiarazioni della ministra del Turismo Daniela Santanché che dice di voler modificare il calendario scolastico accorciando le vacanze estive. In verità anche all’interno della giunta regionale nel 2025 il tema era stato lanciato dall’assessora alla Scuola Isabella Conti ma poi tutto era stato rimandato a ulteriori verifiche e confronti.
«Siamo una regione che ha una capacità ricettiva altissima e stiamo cercando di spingere anche per la distribuzione dei flussi», aggiunge Frisoni. «In pochi chilometri possiamo offrire esperienze straordinarie di ogni tipo, dal cycling ai cammini, dalle terme ai percorsi agroalimentari, oltre al balneare e alle città d’arte. È giustissimo guardare al turismo come un’industria, guardando non solo alle presenze, ma anche al valore economico. La capacità di spesa dei turisti stranieri, più alta rispetto a quella degli italiani, ci ha portato a focalizzarci su una strategia che punta all’internazionalizzazione per andare a cogliere dalla Germania, dall’Inghilterra, ma anche dalla Polonia, sempre più visitatori. Su questo stiamo lavorando insieme ai territori perché qualsiasi ragionamento su un asset strategico nazionale così importante come il turismo, va affrontato costruendo in sinergia con tutta la filiera una vera politica industriale tenendo conto che il settore balneare ha bisogno di un sostegno concreto per vincere le sfide che ha di fronte”.