Scoperta la truffa dei like ai video: nei guai una 33enne di Rimini

È di (finora) cinque persone indagate quella che gli investigatori hanno chiamato la truffa del “Mi piace”. Un nome molto social, ma semplicemente perché il lavoro consisteva nel mettere un “like” (il cosiddetto “pollice in su”) sotto ad alcuni video visualizzati su YouTube e indicati in precedenza. Ma non era finita qui. Le persone dovevano poi dimostrare di aver svolto il compito richiesto e per farlo inviavano uno screenshot al proprio responsabile. In cambio di questo lavoro facile facile, il cui annuncio sarebbe apparso su TikTok, le persone ricevevano un compenso di 8 euro a video. Le istruzioni, invece, le trovavano, dopo aver cliccato in un tasto presente nell’annuncio, prima in una chat WhatsApp e poi in un gruppo Telegram.

Ma c’era anche chi voleva guadagnare di più e per farlo bastava pagare alcune centinaia di euro (anche migliaia in alcuni casi) per poi entrare a far parte del team. Oppure farsi accreditare dei soldi sul proprio conto corrente da girare poi in altri conti, in cambio di una piccola percentuale. Tra gli indagati c’è anche una 33enne rumena residente a Rimini e assistita dagli avvocati Stefano Caroli e Sofia Tosi, che per mesi avrebbe svolto questo lavoro prima di essere indagata dalla Procura di Ancona per truffa in concorso. La donna ieri è stata ascoltata in Questura dalla Squadra Mobile dove ha chiarito la sua posizione, ammettendo di essere in difficoltà economiche e per questo di aver accettato ingenuamente ma in buona fede il lavoro e di essere stata poi a sua volta raggirata. Tanto che quando decise di chiudere le arrivarono alcuni messaggi minatori. Sull’accaduto, come detto, indaga la Procura di Ancona che sta cercando di risalire a chi ci sia dietro a questa truffa.

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