Prima gli insulti, poi le minacce, infine le aggressioni fisiche nei confronti della moglie convivente, anche sotto gli occhi della figlia minore: una sequenza di episodi che, secondo l’accusa, avrebbe scandito mesi di paura e tensione tra le mura di casa. È il quadro tracciato dalla Procura nell’inchiesta che vede imputato un 29enne tunisino, difeso dall’avvocato Andrea Cappelli, per il quale il pm Luca Bertuzzi ha chiesto il rinvio a giudizio con le accuse di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate. La richiesta sarà discussa il prossimo mese di gennaio, in udienza preliminare, davanti alla gup Raffaella Ceccarelli.
Al centro del procedimento c’è la denuncia presentata ai carabinieri dalla donna, una 31enne anche lei tunisina, tutelata dal legale Alessandro Pierotti, che, stando al suo racconto, sarebbe stata vittima di una serie di condotte violente e vessatorie iniziate nell'agosto 2023 e proseguite fino allo scorso aprile, tra cui aggressioni, umiliazioni e pressioni psicologiche ed economiche. Ma anche minacce, come: “Te la farò pagare” e “Ti farò piangere anche per tua figlia”.