Sanità e liste d’attesa, l’Anisap al dg dell’Ausl Romagna Carradori: “Le strutture private non sono parte del problema, ma attori per una soluzione”

In una nota la sezione regionale dell’Anisap (Associazione Nazionale delle Istituzioni Sanitarie Ambulatoriali Private) replica al direttore generale dell’Ausl Romagna Tiziano Carradori che nel suo “grido d’allarme” sullo stato delle liste d’attesa “ha messo in cattiva luce il rapporto con il privato accreditato”.

“Non siamo disponibili ad essere additati, ingiustamente, come parte del problema invece che come importanti attori del tentativo congiunto di giungere ad una soluzione”, sostiene Massimo Carpigiani, Presidente dell’Associazione di rappresentanza delle strutture private accreditate poliambulatoriali. L’associazione nella nota condivide l’importanza posta sul tema dell’appropriatezza delle prescrizioni e “in merito alla questione della libera professione intramuraria nutriamo gli stessi legittimi dubbi che questo percorso possa rappresentare la soluzione al contenimento delle liste di attesa, senza peraltro entrare nel merito, in quanto non di nostra competenza, dell’opportunità ‘politica e sociale’ di un servizio reso ‘privatamente’ all’interno della struttura pubblica e mediante la stessa organizzazione di risorse e persone”.

“Le nostre strutture - prosegue Carpigiani - da sempre hanno offerto la massima collaborazione per il buon funzionamento del Sistema Sanitario, di cui ci riteniamo elementi integranti e attori indispensabili e professionali. Il nostro impegno è sempre stato assoluto nei periodi di “ordinaria” gestione e ancora più importante nei momenti di massimo bisogno ed emergenza del sistema, come nel periodo post pandemia, in cui si è reso necessario recuperare un numero imponente di prestazioni che erano rimaste inevase per gli impedimenti causati dalla diffusione del Covid, come dimostrano i numeri e le statistiche elaborate dall’ufficio studi della Regione”.

Anche oggi, continua la nota, il sistema privato accreditato rappresenta ben il 14,5% dell’erogazione di visite specialistiche sul totale di quelle erogate in Emilia Romagna dal SSN, e il 31,5 % delle prestazioni di diagnostica; sono numeri veramente importanti che rappresentano e certificano appieno l’impatto che le nostre strutture hanno sul “sistema” territoriale e la forte relazione e fattiva collaborazione che esiste tra pubblico e privato nei territori della regione. Il Presidente Anisap respinge poi l’accusa di una “mancanza di volontà” ad erogare visite specialistiche su alcune specialità mediche. “Un punto sul quale per evitare facili contrapposizioni di ruoli, è opportuno fornire una oggettiva ricostruzione dei meccanismi operativi affinché i cittadini possano maturare una reale comprensione delle dinamiche che sottendono all’erogazione delle prestazioni”.

In primo luogo “nelle nostre strutture i professionisti medici agiscono principalmente, se non esclusivamente, quali liberi professionisti; sono gli stessi medici che offrono alle nostre organizzazioni le disponibilità, in tipologia e numero di prestazioni da eseguire settimanalmente/mensilmente e, diversamente a quanto avviene negli ospedali con i medici dipendenti, possono influenzare la composizione delle agende delle attività “. Carpigiani ribadisce che la Direzione delle strutture poliambulatoriali è costantemente orientata e impegnata a sviluppare percorsi idonei e compatibili anche con le richieste e necessità della committenza, agendo sulle leve a loro disposizione quali, ad esempio, la qualità dell’organizzazione offerta, disponibilità di ambienti confortevoli, di tecnologia e attrezzature moderne e efficienti, e, non certamente, quella della soddisfazione economica. “Come noto, la tariffa del nomenclatore tariffario per una visita specialistica è pari ad € 25,00 e una per vista di controllo ad € 18,00. “Spero che, neppure a lei, come a noi, - dice il Presidente di Anisap, rivolgendosi direttamente al Direttore generale dell’Ausl Carradori - questo importo paia gratificante, dignitoso e rispettoso della professionalità del medico e remunerativo delle responsabilità professionali assunte. Con queste tariffe, per le strutture accreditate è un vero successo riuscire a garantire i numeri di prestazioni sopra indicati”.

“Aver ridotto di gran lunga il deficit delle spese sanitarie nella nostra Regione in soli due anni e aver pianificato un pareggio sostanziale per il 2026 è un grandissimo risultato ed un ottimo obiettivo di cui diamo atto alla Regione e alle Aziende. Tutto questo però non può essere “indolore” e, al netto dell’indispensabile obiettivo di miglioramento dell’appropriatezza delle prescrizioni, una riduzione di costi non può che riverberarsi sulla riduzione del numero di prestazioni erogate e, quindi, sulle liste d’attesa”. “Noi ci siamo - afferma Carpigiani - e desideriamo collaborare fattivamente al buon funzionamento del Sistema. Ricordiamo, però, che anche noi, così come la Regione fa con le risorse a disposizione, dobbiamo garantire una sostenibilità economica e la “continuità” alle nostre aziende che, per poter continuare ad operare nel complesso sistema di regole che ci riguarda tutti, dobbiamo programmare attentamente e finanziare gli investimenti in tecnologia e macchinari, in strutture civili e manutenzioni, in sistemi informatici avanzati, sempre più importanti e “cuore” delle attività, assorbire i rinnovi contrattuali, l’incremento delle spese dei materiali di consumo per l’inflazione, per l’approvvigionamento energetico, per i sempre più pressanti obblighi burocratici, organizzativi ed assicurativi”. Anisap è da sempre un partner serio ed affidabile del Sistema sanitario regionale e offre la propria disponibilità massima per la soluzione delle criticità che si presentano. “Siamo sempre in contatto con la Direzione e struttura organizzativa dell’assessorato alla Salute della Regione, con cui, anche su nostro stimolo, ci siamo incontrati recentemente e abbiamo instaurato tavoli di lavoro per cercare di risolvere varie problematiche economico/organizzative in reciproca collaborazione”.

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