San Marino. Abusivismo finanziario e usura: bancario assolto dopo quindici anni di calvario

Rimini
  • 01 marzo 2026

SAN MARINO. Si chiude con la formula più ampia, “per non aver commesso il fatto”, il lungo calvario giudiziario che ha coinvolto un ex dipendente dell’Istituto Bancario Sammarinese (Ibs). Nei giorni scorsi, la Corte d’appello di Bologna ha pronunciato la sentenza che mette la parola fine a una vicenda iniziata circa 12 anni fa, restituendo dignità e onorabilità a un uomo rimasto per oltre un decennio sotto la lente di ingrandimento della magistratura italiana con accuse pesanti: abusivismo finanziario e usura. Un’odissea che ha pesato come un macigno sulla vita dell’uomo, che all’epoca dei fatti contestati (2009) aveva 35 anni: nel pieno della maturità professionale, si è visto di fatto stroncare una carriera nel settore bancario, congelata per dodici anni in attesa di un verdetto che ne riconoscesse l’innocenza.

Il punto di svolta decisivo è arrivato nell’ultima udienza. La persona offesa, vittima dell’usura, sentita nuovamente in aula, ha ribadito con chiarezza di non aver mai avuto contatti con l’imputato, confermando che i suoi interlocutori erano esclusivamente i due intermediari italiani che avevano patteggiato anni fa. Una testimonianza così granitica da convincere persino la Procura Generale a unirsi alla difesa nel chiedere l’assoluzione. Con questa decisione, la magistratura riconosce l’estraneità dell’ex dipendente Ibs da un sistema in cui era stato trascinato per un semplice legame di parentela.

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