Romagna, stop all’abuso di antibiotici: i dati dell’Ausl, crollano i consumi e la spesa

L’uso improprio degli antibiotici resta una delle principali sfide della medicina moderna, ma in Romagna il trend sta finalmente invertendo la rotta. A fare il punto sulla situazione è stato il dottor Carlo Biagetti, direttore delle Malattie Infettive di Rimini e del programma SPIAR dell’Ausl Romagna, intervenuto al congresso SIMPIOS di Verona per illustrare i virtuosi risultati ottenuti sul territorio.

Dire “prendi l’antibiotico, male non fa” è un errore comune e pericoloso. Ogni cura con questi farmaci altera infatti il microbiota intestinale, ovvero la rete di batteri “buoni” che protegge il nostro sistema immunitario, favorendo l’insorgenza di batteri resistenti e riducendo persino l’efficacia di terapie avanzate come quelle oncologiche. Per questo motivo l’indicazione medica deve essere estremamente mirata e limitata ai soli casi di reale necessità, come le infezioni batteriche.

Negli ultimi due anni i consumi di antibiotici in Romagna sono crollati sotto la soglia regionale, e sette farmaci prescritto su dieci appartengono oggi alla categoria di prima scelta, a basso rischio di resistenza. Un cambio di passo che ha portato anche a un risparmio economico di oltre un milione di euro nel 2025. Il merito va alla sinergia tra medici di base e pediatri, supportati da corsi dedicati e da un’innovativa applicazione consultata quasi 12.000 volte in nove mesi. A breve, inoltre, negli ambulatori arriveranno i test rapidi per distinguere in pochi minuti un’infezione virale da una batterica, aiutando a costruire un nuovo patto di consapevolezza con i cittadini: rinunciare a un antibiotico superfluo non significa vedersi negata una cura, ma proteggere la propria salute presente e futura.

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