Il settore culturale e creativo conferma il suo peso strategico ed economico nel territorio della Romagna. Stando agli ultimi dati redatti dall’Osservatorio della Camera di commercio locale su elaborazioni Unioncamere, Tagliacarne e Fondazione Symbola, nel 2025 tra Forlì-Cesena e Rimini si contano 3.876 imprese attive nel nucleo della cultura, con un incremento dello 0,5% rispetto all’anno precedente che supera la media regionale. La fetta principale della filiera è rappresentata dai servizi come architettura, design e comunicazione, seguiti dalla produzione di beni culturali replicabili quali editoria, audiovisivo e software, mentre completano il quadro le arti dal vivo e le realtà dedicate alla valorizzazione del patrimonio.
I segnali più incoraggianti arrivano dal fronte economico e occupazionale: il sistema produttivo culturale e creativo genera un valore aggiunto complessivo di 1,1 miliardi di euro, in crescita del 4,4%, e dà lavoro a oltre 17mila persone tra occupati diretti e professionisti creativi inseriti in altri ambiti produttivi. Sebbene le percentuali complessive di ricchezza e occupazione prodotte nell’area romagnola restino ancora leggermente inferiori ai parametri medi dell’Emilia-Romagna e della penisola, il comparto dimostra un dinamismo e una vitalità in costante ed evidente espansione.