Rinnovato il cda della Strada dei vini di Rimini: si punta su etichette ma anche territorio e ospitalità

Rimini
  • 27 febbraio 2026

Con sette membri del cda su undici produttori, i progetti legati al vino e alla Rimini Doc si confermano centrali per la Strada dei vini e dei sapori dei colli di Rimini che ha rinnovato le cariche: presidente è stato eletto Nicolò Bianchini dell’azienda Agricola I Muretti, vice sarà Gianluca Pastocchi della Cantina Pastocchi mentre a guidare la Rimini Doc è stato chiamato Massimo Lorenzi della Enio Ottaviani nominato in cda dall’Unione Valconca.

I consiglieri sono il presidente uscente Sandro Santini della Tenuta Santini, Riccardo Galli della Cantina Franco Galli, Andrea Pasini della Fattoria del Piccione, Milena Falcioni del Podere dell’Angelo nominata dal Comune di Rimini, Enrica Mancini ristoratrice diffusa, trattoria La Marianna ed Osteria de Borg due tra le sue creature, Manuel Zanotti titolare dell’Hotel Liverpool, Maria Giovanna Briganti per la Camera di Commercio della Romagna e Nicola Strazzacapra nominato dall’Unione Comuni della Valmarecchia.

L’assemblea dell’ente (che raggruppa oggi 48 aziende agricole, fattorie e ristoranti, con 25 Comuni della provincia rappresentati nel consorzio; ne fanno parte di diritto la Camera di Commercio e le Unioni delle Valli Valmarecchia e Valconca) è stata anche occasione di confronto tra i soci, con una riflessione condivisa sul rapporto sempre più stretto tra territorio e produzione. Un asse su cui si fonda l’azione futura del Consorzio. Il segnale emerso è chiaro: le cantine non sono più soltanto luoghi di produzione, ma veri contenitori di esperienza, cultura e accoglienza. L’obiettivo dichiarato è rafforzare un modello di ospitalità diffusa capace di valorizzare non solo vino e olio, ma anche piadina e tutte le tipicità della provincia. «Il lavoro futuro della Strada prenderà spunto da quanto fatto dal precedente presidente e dal cda - spiega Bianchini -. Continueremo a tenere in rete le aziende dell’entroterra che valorizzano il territorio con i prodotti tipici e l’ospitalità. Sarà proprio l’ospitalità diffusa la chiave per far scoprire le nostre valli ancora poco conosciute».

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