Rimini, vende l’hotel e parte in barca per il giro del mondo dopo una vita di lavoro GALLERY

Rimini

RIMINI. Avviso ai naviganti. Vagano in piena anarchia su un un ketch di 38 piedi tra Martinica e Porto Rico. Abbronzati, barbuti e gaudenti. Niente paura però, non si tratta di pirati dei Caraibi ma di una ciurma riminese che il mese scorso ha attraversato l’Atlantico e ora si gode il sole e le acque cristalline dei tropici. All’origine di tutto c’è un progetto rimasto nel cassetto per tanti anni. Il cassetto è quello di un sognatore che fino a poco tempo fa ha fatto l’albergatore a Rimini, piazzale Tripoli. Mauro Gregorio, 62 anni, nel dicembre 2024 ha venduto l’Hotel King, ha comprato una barca a vela di poco più di 11 metri. L’ha portata da Marina di Grosseto a Rimini. L’ha fatta sistemare dai cantieri di via Sinistra del porto e le ha affidato un compito affascinante: fare il giro del mondo.

Il sogno nel cassetto

«Questa è la storia di un sognatore», spiega al telefono da bordo di Suahil II. «Un sognatore che ha dovuto tenere il suo sogno nel cassetto in attesa di poterlo tirare fuori. All’Hotel King si può dire che ci sono quasi nato. Mio zio e mia madre lo rilevarono nel lontano 1967. Io ho portato avanti la tradizione di famiglia fino a comprarlo. In passato ho avuto anche altri due cabinati (uno in legno di 24 piedi e un Bavaria 40 Cruiser) ma ho sempre dovuto mettere avanti l’attività dell’albergo. Perciò nel 2016 quando ho venduto il Bavaria ho cominciato a lavorare su questo mio progetto e ora sono qui. Ho scelto questa barca, un Contest 38, perché è vero che è spartana e selvaggia ma è anche molto solida e con il suo armo a ketch (due alberi, ndr) è più adatta alle navigazioni oceaniche».

Mauro è partito da Rimini il 25 settembre. Un po’ alla volta è arrivato fino a Capo Verde, di fronte alla costa africana, con l’intenzione di fare la traversata oceanica insieme alla flotta della Arc, una regata a cui si iscrivono tanti armatori intenzionati a recarsi nei Caraibi. «Purtroppo però abbiamo avuto un problema al motore e siamo dovuti partire in ritardo. Così abbiamo perso due settimane». Nel frattempo ha anche cambiato equipaggio e il 2 dicembre scorso è partito per il “grande salto” con tre riminesi (Andrea Baculo, Massimo Pruccoli ed Ettore Bellini) e un lombardo (Giorgio Ciceri).

Traversata in 16 giorni

«Abbiamo percorso le 2.250 miglia che separano Capo Verde da Grenada in 16 giorni. La cosa più bella? Ogni sera vedi la volta celeste in un modo che non hai mai potuto osservare. E madre natura all’alba e al tramonto ti regala emozioni forti come quando vedi la tua barca surfare sull’Atlantico che viaggia spedita, come un missile, senza battere ciglio. Emozioni e brividi!».

Ma non sono sole rose e fiori. «Prima di arrivare alle Canarie ho avuto un momento di crisi. A un certo punto ti rendi conto dei tuoi limiti, che forse avresti dovuto preparare meglio il viaggio, sia fisicamente sia psicologicamente. Hai paura che il fisico possa non reggere». Tutto superato però.

Qualche mese ai Caraibi

Ora Mauro si gode per qualche mese le isole dei Caraibi: Santa Lucia, Martinica, Guadalupa... «C’è un isolotto delle Isole Vergini Britanniche che vidi in foto quando ero ragazzino, la classica spiaggia con le palme. è diventata un’ossessione. Devo andarci. Per me è l’Isola che non c’è di Peter Pan... e ce l’ho anche tatuata su una spalla», ha detto quando è arrivato a Grenada. A maggio tornerà in Romagna per il matrimonio di uno dei suoi tre figli (età: 37, 35 e 19 anni). E dopo? «Dopo abbiamo in programma l’attraversamento del Canale di Panama, le Galapagos, la Polinesia francese (dove voglio stare almeno un paio di mesi) e poi su verso l’Oceano Indiano, il Canale di Suez per girare un po’ il Mediterraneo».

Il veterano

«Il segreto», aggiunge Andrea Baculo, marinaio e skipper di professione che la traversata atlantica l’aveva già fatta due volte, «è non avere aspettative. L’aspettativa ti frega. Andare avanti step by step, a occhi chiusi verso l’avventura. La barca si è comportata bene. Una volta trovato l’assetto delle vele può navigare in maniera tranquilla e per far questo abbiamo anche cercato di evitare le zone con i groppi. Non è un’imbarcazione comodissima ma ti dà fiducia. Ogni giorno può essere bellissimo».

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