In un modo o nell’altro si torna sempre a parlare dell’omicidio di Pierina Paganelli, la 78enne uccisa a coltellate la sera del 3 ottobre 2023 nel garage del condominio di via del Ciclamino. Non per il processo principale che quattro mesi fa ha visto l’assoluzione in primo grado di Louis Dassilva (e per il quale c’è attesa per le motivazioni della sentenza, con il termine fissato entro l’inizio di dicembre), ma bensì per il contenzioso tra la moglie del senegalese, Valeria Bartolucci, e Manuela Bianchi, con la prima accusata, una volta scoperta la relazione extraconiugale, di minacce gravi, diffamazione aggravata e percosse nei confronti dell’ex amica ed ex amante del marito. Procedimento arrivato in aula dopo che circa un anno fa il gip aveva archiviato solo l’indagine a suo carico per atti persecutori per “carenza degli elementi costitutivi del reato”.
Oggi in Tribunale, davanti al giudice Luca Gessaroli, con le due donne a pochi passi una dall’altra, si è tenuta l’udienza predibattimentale a porte chiuse, ma prettamente tecnica, che si è chiusa (per ora) con un nulla di fatto. La difesa della Bartolucci, rappresentata dagli avvocati Chiara Rinaldi e Antonio Petroncini, ha sollevato una serie di eccezioni, tra cui la mancanza della firma della querelante sui documenti e l’errato deposito della nomina/procura speciale.considerata tardiva. Il giudice Gessaroli ha rinviato il procedimento al prossimo 12 ottobre, quando scioglierà le riserve e potrebbe emettere una sentenza di non luogo a procedere oppure fissare l’udienza dibattimentale davanti ad un giudice diverso.
«Stare in aula a pochi passi da Manuela non mi ha fatto nessun effetto - ha commentato all’uscita dal Tribunale Valeria Bartolucci, apparsa tranquilla in compagnia dei suoi legali. Non rilascio però altre dichiarazioni. Ci sarà modo e tempo, ne parleremo quando questa vicenda sarà chiusa». All'udienza, come detto, era presente anche Manuela Bianchi, che ha parlato soltanto prima di entrare nel Palazzo di Giustizia. «Non mi farà effetto vedere Valeria in Tribunale, perché questo è il contesto giusto - ha commentato -. Mi aspetto però giustizia per quello che ho subito. Se mi aspetto le scuse da lei? Non me lo chiederà mai».