Aveva chiesto un risarcimento di oltre 6.600 euro alla struttura turistica, sostenendo che l’alloggio prenotato per le ferie non corrispondesse alle caratteristiche pubblicizzate e che la vacanza fosse stata compromessa dai disagi subiti. Il Tribunale di Rimini, però, con la sentenza della giudice Giorgia Cecchini, ha rigettato la domanda, ritenendo che le criticità lamentate non fossero tali da integrare un grave inadempimento contrattuale.
Rimini. Vacanza “rovinata”, no al risarcimento: “Disagi non sufficientemente gravi”
La vicenda riguardava un soggiorno estivo effettuato dal 23 luglio al 3 agosto 2021 in un appartamento a Bellaria Igea Marina.
Il turista aveva sostenuto che l’immobile fosse diverso rispetto alla presentazione pubblicitaria: secondo la sua ricostruzione, gli arredi erano usurati, il bagno non adeguato, la biancheria di scarsa qualità, la piscina non corrispondeva alle aspettative e l’appartamento si trovava a una distanza dal mare maggiore rispetto a quanto immaginato. Per questi motivi aveva chiesto il riconoscimento di un danno da “vacanza rovinata” pari a 3.500 euro, oltre a 3.135 euro di danni patrimoniali, comprendenti il costo del soggiorno e ulteriori spese sostenute durante la permanenza. La società turistica si è difesa sostenendo che il cliente avesse prenotato consapevolmente un bilocale e che l’offerta pubblicitaria riguardasse diverse tipologie di alloggi. Secondo la struttura, inoltre, il soggiorno era stato comunque fruito per tutta la durata prevista, senza contestazioni immediate tali da consentire eventuali interventi correttivi.
Il Tribunale ha ritenuto infondate le richieste del turista. Nella sentenza viene evidenziato che alcuni piccoli difetti dell’appartamento potevano effettivamente essere presenti, come segni di usura degli accessori del bagno o alcune problematiche di manutenzione, ma tali elementi non raggiungevano il livello di gravità necessario per ottenere un risarcimento per vacanza rovinata.
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