Rimini. Un taglio per aiutare lo Ior e portare la scuola a casa dei pazienti

Rimini

C’è un modo molto semplice per trasformare una domenica qualunque in una giornata che cambia la vita di qualcuno: andare dal parrucchiere. Ma non in un salone qualsiasi. Domenica 15 febbraio, in occasione della Giornata Mondiale contro i Tumori Infantili, torna “Una piega per lo Ior”, la maratona di solidarietà che vede oltre 200 professionisti della bellezza mettersi al servizio dello Ior come volontari. L’obiettivo è concreto e fondamentale: sostenere il “progetto FuoriClasse”, che porta la scuola a casa degli adolescenti che non possono frequentarla a causa delle cure oncologiche.

Come funziona l’iniziativa

Il meccanismo è semplicissimo e aperto a tutti, senza bisogno di prenotazione. In dieci diverse location tra la Romagna, Argenta e Pesaro chiunque può presentarsi, mettersi in fila e richiedere una piega professionale in cambio di una donazione minima di 20 euro. In molte sedi sarà possibile aggiungere anche un trattamento unghie con un contributo di 10 euro. Il concetto è “entri, ti fai bella e l’intero ricavato va in beneficenza”.

Con i soldi raccolti, lo Ior pagherà degli insegnanti privati che andranno a casa del ragazzo (o lo seguiranno online) per svolgere l’intero programma scolastico.

Dove partecipare

A Rimini l’appuntamento è presso FORMart (via Nabucco 70, dalle 9 alle 17); a Riccione al salone “Gisella Bernasconi” (viale Dante 116, dalle 9.30 alle 13.30).

I numeri 2025

Il 2025 è stato un anno record: quasi 1.000 persone hanno affollato i saloni, permettendo di raccogliere quasi 23mila euro.

Fondi che all’epoca sostennero la fornitura di parrucche oncologiche e che oggi puntano a garantire il futuro scolastico dei più giovani.

«“Una piega per lo Ior” è ormai un evento consolidato – spiega il direttore generale, Fabrizio Miserocchi – tanto che ogni anno sono sempre di più le location coinvolte. Se nel 2025 eravamo andati per la prima volta oltre i confini della Romagna con Argenta, quella del 2026 sarà un’edizione ancora più “storica”: l’adesione di Pesaro ci permette di svalicare le Marche».

La storia di Tancredi

Il progetto nasce dal vissuto di Tancredi Sampaoli, oggi studente di Medicina, che nel 2017 fu il primo “FuoriClasse”: «A causa dei trattamenti mi dissero che avrei dovuto fare il secondo anno di liceo a casa. Grazie allo Ior, riuscii a coprire i fondi che mancavano per le lezioni. Ricordo che un giorno feci una presenza simbolica in classe: paradossalmente ero più avanti dei miei compagni. Il rientro in terza fu naturale».

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