Rimini, turismo dall’estero, dieci anni di crescita e boom di arrivi dalla Polonia: “Consolidato il mercato destagionalizzato”

Rimini

Dieci anni di costante crescita turistica straniera a Rimini. Con percentuali a doppia cifra nei primi sei mesi dell’anno. Sia per gli arrivi che per i pernottamenti. E con tedeschi, svizzeri, austriaci, lussemburghesi (la cosiddetta area mitteleuropea) a fungere da volano economico per la città (61.149 arrivi: +59% sul 2016 e 227.728 presenze: +41,4%). Così come per la provincia: 118.832 arrivi nei primi sei mesi, +47,9% sul 2016; 516.452 presenze, +36,7%. E’ quanto emerge da un’elaborazione dei flussi destagionalizzati effettuata dall’ufficio turismo del Comune. Che evidenzia una tendenza consolidata del turismo estero: Rimini e la sua Costa piacciono sempre più. E lo dicono i numeri, visto che da quest’area mitteleuropea, nei primi sei mesi del 2016, arrivarono, in città, appena 38.452 vacanzieri, che fecero registrare 161.080 pernottamenti alberghieri. Mentre in tutta la provincia ne giunsero 80.338 per un totale pernottamenti di 377.776. «Finalmente dei dati reali da poter commentare e non analisi fatte in casa – sottolinea la presidente di Federalberghi Rimini, Patrizia Rinaldis –. Con numeri che evidenziano uno sviluppo consolidato del mercato destagionalizzato». Con una crescita riscontrabile anche sul 2025, ma con margini percentuali decisamente più bassi: +1,9% di arrivi a Rimini, ai quali però è corrisposto un calo di pernottamenti del -1,3%. E +1,3% di arrivi in tutta la provincia, con appena un +0,4% di presenze. Da segnalare anche la Lituania, il vero outsider: crescita quasi decuplicata, ancora in forte accelerazione nel 2026: da 829 arrivi nei primi sei mesi del 2016 a 7.437 arrivi nei primi 6 mesi del 2026).

Ma se l’Europa del nord regala percentuali di crescita turistica destagionalizzata, nel decennio, a doppia cifra, quella dell’est li offre a tripla cifra. Sempre secondo l’analisi di Palazzo Garampi, infatti, dalla sola Polonia, nel periodo gennaio-giugno 2026, i viaggiatori in arrivo si sono attestati a quota 26.141, per un aumento del 237,8% rispetto al 2016, quando ne arrivarono appena 7.739. Con 90.471 pernottamenti rispetto ai 31.869 di dieci anni fa (+183,9%). Non solo Rimini, però. Perché anche in provincia il trend di crescita viaggia su tre cifre: 36.831 arrivi nel primo semestre di quest’anno contro i 12.437 di dieci anni fa (+196,1%), per un totale presenze di 133.724 rispetto alle 46.375 del 2016 (+188,4%). E rispetto al 2025? Cos’è successo rispetto al primo semestre dello scorso anno? Anche in questo caso l’aumento 2026 è stato importante: +24,4% di arrivi e +24,9% di presenze a Rimini; +20,6% di arrivi e +29,6% di pernottamenti in tutta la provincia.

E il mercato inglese, invece? Come si è mosso il mercato inglese, visto l’enorme potenziamento dei collegamenti aeroportuali? Sempre dall’elaborazione dei flussi effettuata da Palazzo Garampi, in dieci anni gli arrivi sono cresciuti del +69% (7.830 nel primo semestre del 2026, contro i 4.634 del 2016) e le presenze sono lievitate del 75% (26.841 contro 15.339). Trend simile a quello provinciale: +62% di arrivi (11.968 contro 7.387) e +70,4% di pernottamenti (44.711 contro 26.243). «Una crescita determinata, sì, dal potenziamento dei collegamenti del Fellini con importanti scali europei come Londra (Stansted, Gatwick, Heathrow, ndr), Colonia, Cracovia – conclude Rinaldis -. Ma anche dalla qualità che questi turisti riscontrano nei nostri hotel, e che li fidelizza. Basti vedere quello che è accaduto a luglio e anche in questa prima settimana di agosto per rendercene conto, quando molti alberghi cittadini si sono ritrovati a vendere il 50% delle camere a turisti stranieri... E non certo per i prezzi bassi. Anzi. Senza dimenticare la tranquillità che, rispetto ad altre aree del mondo sotto tensione per guerre e rischio attentati, i nostri clienti trovano qui in Riviera».

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