Si è chiuso con una condanna a 8 mesi di reclusione, più il pagamento delle spese processuali e 6mila euro per le spese della parte civile, il processo a carico di un broker 58enne foggiano, a giudizio con l’accusa di aver architettato una truffa da 38mila euro ai danni del Cinema Fulgor. Così ha deciso ieri la giudice Margherita Brunelli, applicando le attenuanti generiche, dopo che il pm aveva chiesto per l’imputato, difeso dall’avvocato Antonio Paone, 8 mesi di carcere e 200 euro di multa. Difesa che, al termine della discussione, aveva chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste, l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato o l’assoluzione per non aver commesso il fatto, oppure in subordine sentenza di non doversi procedere per intervenuta prescrizione del reato. A tutelare invece la società che aveva in concessione il Cinema Fulgor, costituitosi parte civile, i legali Alessandro Catrani e Francesca Lotti.
I fatti risalgono al settembre 2017. Secondo l’accusa, il 58enne, in qualità di broker assicurativo e consulente finanziario indipendente, si sarebbe presentato come rappresentante di una compagnia assicurativa, inducendo in errore la controparte mediante artifizi e raggiri. In particolare, avrebbe fatto credere di avere un mandato di rappresentanza e che la compagnia avesse già autorizzato il rilascio di una polizza conformemente a quanto disposto dal bando per l’affidamento della concessione mista di servizi e di lavori del Cinema Fulgor. Il 58enne avrebbe inoltre formato un falso atto di fideiussione per superare le perplessità della parte offesa e indurre l’amministratore unico della società che aveva in concessione il cinema a concludere il contratto assicurativo nella convinzione di trattare direttamente con la compagnia. Il danno contestato è pari a 38mila euro, somma versata tramite bonifici direttamente all’imputato, oltre al danno arrecato alla compagnia assicurativa per essersi falsamente sostituito agli agenti ed aver formato la falsa polizza. Scoperto il raggiro, le querele sporte a ottobre e novembre del 2017 diedero il via alle indagini coordinate dal pm Davide Ercolani, che portarono al processo davanti al giudice monocratico.