Rimini, “ti vengo a prendere e ti ammazzo”: l’incubo del parroco finisce in carcere

Si sono aperte le porte del carcere per il 39enne rumeno a processo per tentativo di violenza privata e minacce nei confronti del parroco di una chiesa non lontana dal centro storico.

Così ha deciso il giudice dopo la richiesta di aggravamento della misura cautelare avanzata dal pm Luca Bertuzzi, in seguito all’accertamento di una doppia violazione, da parte dell’uomo, del divieto di dimora nel territorio della Provincia di Rimini, senza però, a quanto pare, avvicinarsi alla persona offesa. L’uomo, su cui pendeva anche un divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico, ha in essere due procedimenti penali davanti alla giudice Adriana Cosenza, che inizieranno a dicembre, dopo il rinvio a giudizio disposto dalla gip Raffaella Ceccarelli.

Voleva soldi e aiuti per mangiare

Gli atti persecutori (poi riconvertiti in tentativo di violenza privata) ai danni del prete, che ha più volte chiesto l’aiuto delle forze dell’ordine, denunciando ai carabinieri gli episodi, sono iniziati alla fine del 2023, quando il 39enne, difeso dall’avvocato Giordano Fabbri Varliero, ha iniziato a non essere più soddisfatto dell’aiuto, anche economico, che fino a quel momento aveva ricevuto dal parroco. Così, con fare minaccioso, aveva preso a entrare in chiesa per ricaricare il cellulare, dimostrandosi sempre ostile anche nei confronti dei parrocchiani, oltre a pretendere continuamente soldi dal parroco, che non si è fatto scrupoli a minacciare di morte.

Il 39enne, senza fissa dimora e con problemi di dipendenza dall’alcol, inizialmente chiedeva, come tanti, un aiuto per mangiare o un posto dove riposare e ricaricare il cellulare; poi, tra la fine del 2023 e la primavera del 2024, le sue azioni si sono fatte più invadenti, arrivando a vere e proprie minacce di morte. Una persecuzione che il sacerdote si era deciso a denunciare solo quando aveva capito che, non facendolo, avrebbe messo a repentaglio anche l’incolumità di tutti i parrocchiani. Inoltre, il 9 dicembre del 2023, la parrocchia aveva subito il furto di un pulmino Ducato. Dalle telecamere di sorveglianza era emerso che sul luogo del furto erano stati visti il rumeno e un suo amico, per cui i sospetti erano stati indirizzati verso il 39enne.

All’indomani del furto, il parroco e altri due parrocchiani avevano chiesto spiegazioni al rumeno, dicendogli di non disturbare più in chiesa. Incurante della richiesta del sacerdote, l’uomo si era ripresentato altre numerose volte e, un giorno di metà gennaio, aveva suonato il campanello della canonica per minacciare il sacerdote: “So dove abiti, ti vengo a prendere e ti ammazzo”. Inoltre, non poche volte il rumeno aveva tentato di persuadere il parroco a rimettere le querele già sporte: richieste, a suon di minacce di morte, che però non hanno sortito l’effetto desiderato. Gli insulti e le minacce si sono ripetuti a scadenza regolare, seguiti sempre da richieste di aiuto e di soldi. Per oltre un anno, almeno fino alla metà di ottobre, il rumeno ha fatto irruzione in chiesa e in canonica, turbando profondamente la vita della parrocchia. D.B.

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui