«Ti tiro un pugno o un calcio e ti sputo in faccia». Per lui era ormai diventata un’abitudine rivolgersi così alla compagna, con la quale aveva appena iniziato a convivere. A queste frasi il 27enne aggiungeva insulti anche in presenza di altre persone, fino ad arrivare ad abbandonare il tetto coniugale, disinteressandosi completamente della necessità di aiutare economicamente la donna e il figlio di 15 mesi.
Comportamenti che hanno portato il pm Luca Bertuzzi, al termine delle indagini preliminari, a chiedere per l’uomo il rinvio a giudizio con l’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia e violazione degli obblighi di assistenza familiare. La richiesta sarà discussa a metà del prossimo mese di gennaio davanti al gup Alessandro Capodimonte.
Gli episodi sarebbero avvenuti tra gennaio 2025, quando i due iniziarono a convivere, e aprile di quest’anno.
Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, l’uomo, difeso dall’avvocata Luigia Sagliocca del foro di Rimini, avrebbe maltrattato la compagna, oggi 24enne, sottoponendola a un regime di vita doloroso e mortificante, caratterizzato da continue vessazioni psicologiche, verbali ed economiche, poste in essere anche in presenza del figlio minore della coppia, nato nel gennaio dello scorso anno.
In un’occasione, all’interno di un centro commerciale e alla presenza di altre persone, avrebbe inveito contro la donna mimando il gesto di sferrarle un pugno e intimandole verbalmente di tacere, rendendo necessario l’intervento in sua difesa da parte di una passante. Lo scorso mese di febbraio, durante una visita a casa della suocera, l’uomo avrebbe insultato la compagna, costringendo la madre di lei ad allontanarsi in un’altra stanza. Comportamenti che, secondo l’accusa, avrebbe tenuto anche durante i collegamenti in videochiamata tra la vittima e la madre. In una circostanza, mentre il figlio in tenera età piangeva in sottofondo, avrebbe minacciato pesantemente la compagna, sdraiata sul letto, affermando: «Ti spacco il telefono pure a te se fai il video».
A marzo, poi, avrebbe deciso di abbandonare il tetto coniugale, mentre ad aprile, durante un incontro in un bar per discutere della situazione familiare, nonostante le rassicurazioni verbali di versare l’assegno unico alla compagna, avrebbe continuato a non rispettare gli oneri di mantenimento. Poco dopo, il 27enne avrebbe fatto interrompere nell’abitazione le utenze di energia elettrica e gas domestico, con l’apposizione dei sigilli al contatore da parte del tecnico, costringendo la persona offesa e il figlio di 15 mesi a cercare riparo e ospitalità dai vicini. Un episodio che ha convinto la donna, tutelata dall’avvocata Martina Montanari del foro di Rimini, a sporgere denuncia ai carabinieri e a dare così il via alle indagini.