Dopo 39 anni si abbassa la saracinesca di Tessuti Morettin, storico negozio di stoffe pregiate del centro di Rimini, in via Quintino Sella, zona universitaria e di commercio, situato proprio accanto all’ingresso dell’ateneo. Una decisione sofferta ma presa con convinzione: la titolare, ed ex modella di Max Mara, Tiziana Cancellieri compirà 67 anni ad agosto e da settembre andrà in pensione. «È una porta d’uscita sensata – racconta –. Si conclude un ciclo e potrò dedicare più tempo anche a mia madre, che ha 94 anni».
Certe chiusure sono lo specchio dei tempi. L’attività di famiglia ha preso avvio nel 1987, quando la madre Clementina Morettin, di origini venete e cresciuta nella terra dei grandi lanifici e dei cotonifici, tra cui i Marzotto, rilevò un negozio di tessuti già esistente, portando con sé la lunga esperienza maturata nel settore dell’abbigliamento e della sartoria. «Negli anni Ottanta c’era un grande fermento creativo. Nei decenni abbiamo frequentato le fiere di Como e Parigi per scegliere le collezioni. Erano tempi in cui la ricerca partiva proprio dal tessuto», racconta Cancellieri. Da allora il negozio è diventato un punto di riferimento per chi cercava qualità e originalità: «Abbiamo sempre selezionato materiali pregiati, seta, cashmere, cotone, lana, pizzo, garantiti nella composizione, cercando di proporre il meglio, Armani, Basile, Galizin, Roccobarocco, Versace, Vitale Barberis Canonico, Lualda, così come l’accesso a dei fine produzione non marcati. Ancora oggi c’è chi desidera un capo su misura e sceglie con attenzione il materiale, anche perché la qualità si riconosce».
Non era però solo un negozio. «Molti clienti mi hanno sempre detto che entrare qui era come entrare in una camera delle meraviglie - afferma con orgoglio la titolare -. Mi piaceva proporre tessuti che sorprendessero, incuriosissero, facessero venire voglia di immaginare un abito. Era il piacere della ricerca, non semplicemente quello di vendere un prodotto» che caratterizzava davvero l’identità della proposta. Negli anni la clientela si è allargata anche ai turisti stranieri. «Sono arrivati clienti dalla Germania, dalla Svizzera, dalla Francia e perfino dal Giappone. Mi dicevano che nei loro Paesi negozi come questo ormai non esistono più», dando luogo al dilagare dell’impersonalità. Il rammarico più grande, però, riguarda il nostro centro storico. «Non chiude solo un’attività commerciale, si perde un luogo vivo della città -dichiara Tiziana-. Qui le persone si davano appuntamento, si fermavano a parlare, si confrontavano. Il negozio è sempre stato anche un luogo sociale e questo, secondo me, manca sempre di più». Cancellieri aveva anche cercato qualcuno a cui affidare l’attività. «Le manifestazioni di interesse non sono mancate, avevo offerto anche un periodo di affiancamento, ma nessuna trattativa si è concretizzata - aggiunge -. Mi dispiace non essere riuscita a trasmettere questo patrimonio di esperienza».
Secondo lei il centro storico sta perdendo la propria identità. «Le abitudini di consumo sono cambiate, l’online, soprattutto dopo il covid, ha sottratto clienti ai negozi e vengono meno quelle attività originali che rendevano speciale il cuore di Rimini. Servirebbe sostenere maggiormente l’artigianalità e i negozi indipendenti, perché sono loro a dare carattere alla città».
Prima di salutare definitivamente il centro storico, il 30 giugno, ultimo giorno di apertura, l’atelier resterà aperto dalle 10.30 fino a sera per un finissage dedicato alla clientela affezionata. È previsto un brindisi e un piccolo omaggio realizzato con gli scampoli di tessuto conservati in questi anni. «Voglio lasciare un bel ricordo. Non è un addio, ma un arrivederci».