RIMINI. Trasparenza sugli aumenti Tari e degrado dei rifiuti fuori dai cassonetti nel viale della Stazione. Con l’interrogazione consigliare di martedì Gioenzo Renzi (Fratelli d’Italia) ha chiesto trasparenza sugli aumenti della Tari e denunciato il degrado dei rifiuti per terra fuori dai cassonetti nel viale della Stazione, nel Borgo Marina.
«In 9 anni», scrive Renzi, «la Tari è aumentata di 10 milioni di euro: da euro 40.451.384 del 2017 a euro 49.854.246 del 2026 (+3,86% rispetto al 2025) (e circa il 23% in 9 anni, ndr), ed è prevista in ulteriore aumento fino a euro 51.772.698 euro anche nel 2027 (+3,85% rispetto al 2026) con tariffe in continua crescita. L’aumento delle tariffe Tari, approvate con i Piani Economico Finanziari, è sempre stata a carico dei contribuenti riminesi, che hanno pagato anche per gli evasori. Quest’anno il Comune ha utilizzato l’Avanzo Vincolato Tari di 4.335.279 euro, derivante dal recupero evasione negli ultimi anni per neutralizzare l’aumento tariffario (+3,86%) previsto nel Piano Economico Finanziario per il 2026. Al di là della propaganda dell’Amministrazione, è opportuno precisare che tale è una Direttiva dell’Autorità di Regolazione (Arera) che prescrive tra le detrazioni per la determinazione delle tariffe TARI 2026 le entrate conseguite dall’attività di recupero evasione. Certo è un dovere dell’Amministrazione Comunale, contrastare l’Insoluto Tari, costituito da coloro che non pagano la Tassa, che dobbiamo evidenziare, è in costante aumento negli ultimi anni: 4.621.000 euro (2023), 5.467.000 euro (2024), 6.700.000 euro, (2025), pari a oltre il 10%. Non basta rilevare che il 63% degli evasori sono principalmente gestori di attività stagionali, alberghi, bar, ristoranti,negozi, ecc, ma occorre intervenire: ricordo infatti che l’approvazione legislativa del DURT (Documento unico di regolarità tributaria) non consente l’esercizio di attività economiche che non pagano i tributi comunali».
«Sono costretto a dover, ancora una volta, evidenziare l’evasione dei numerosi negozianti stranieri del Borgo Marina», aggiunge Renzi, «nonostante la quantità del rifiuto prodotto e gli alti costi del servizio di raccolta imballaggi effettuato quotidianamente (a domicilio 2-3 volte e ai cassonetti 5-6 volte al giorno). Opportuno ricordare che il Comune di Rimini ha il dovere di aumentare la propria raccolta differenziata, attualmente al 67%, la più bassa rispetto alla media regionale dell’80%, per ridurre la quantità di indifferenziato, i costi della gestione e migliorare la qualità del servizio».
«E’ inoltre necessario portare l’attenzione sul Viale della Stazione, nel Borgo Marina, dove la situazione è indecente», aggiunge il consigliere: «con cassonetti della raccolta differenziata assediati e inaccessibili per ingenti quantità di rifiuti, imballaggi di cartone, rifiuti di generi alimentari, gettati per terra, fuori dai contenitori. La conseguenza è una immagine di degrado della città, sotto gli occhi di cittadini e turisti, a rischio anche delle condizioni igieniche pubbliche (soprattutto con le alte temperature estive). Se i negozianti non rispettano le regole disposte dal Comune, come è stato risposto dall’Amministrazione, è necessario e urgente intervenire, con controlli dei cassonetti, non solo con la video sorveglianza, ma in presenza, per vietare e sanzionare l’abbandono dei rifiuti per terra! Occorre un intervento risolutivo, che non può essere rappresentato dal semplice passaggio, durante le 24 ore, degli operatori di Hera per raccogliere i rifiuti abbandonati e la pulizia della sede stradale. Abbiamo proposto, se non sia necessario nel Borgo Marina e nelle altre zone critiche della città, di aumentare il numero dei cassonetti per eliminare i rifiuti per terra. Ci auguriamo che con la prossima gara europea per l’affidamento al gestore della raccolta e smaltimento dei rifiuti, vengano stabiliti e previsti i criteri per la salvaguardia dell’interesse economico dei cittadini e della qualità ambientale di Rimini».