Rimini, sullo stadio del baseball il Consiglio di Stato dà ragione al Comune

Rimini
  • 09 settembre 2026

RIMINI. La spunta il Comune di Rimini nella querelle sulla gestione dello Stadio del baseball. Il Consiglio di Stato respinge infatti l’appello presentato dall’associazione “Rimini baseball” e conferma la “piena legittimità” dell’operato di Palazzo Garampi. Così, commenta l’assessore allo Sport Michele Lari, “si chiude definitivamente un capitolo importante di questa vicenda: il Consiglio di Stato conferma in modo inequivocabile la piena legittimità del nostro operato su un impianto pubblico che rappresenta un pezzo di storia dello sport cittadino e che merita cura e rispetto”. Il Comune, prosegue, ha agito “nell’interesse della collettività, chiedendo semplicemente il rispetto di obblighi economici mai onorati” e ora “arriva la conferma definitiva che le nostre convinzioni erano fondate fin dall’inizio del contenzioso”. La chiusura della vicenda “permette di concentrare pienamente l’attenzione sul futuro dell’impianto”. L’amministrazione ha già avviato un percorso di manutenzione straordinaria diffusa, per un investimento stimato in 270.000 euro destinato anche all’impianto di illuminazione, alle torri faro e al tabellone segnapunti. Parallelamente proseguirà nelle sedi competenti “ogni azione necessaria per il recupero delle somme ancora dovute all’Amministrazione, per rientrare dei tributi e degli oneri non versati in questi anni”, conclude l’assessore. Più nel dettaglio, con la sentenza pubblicata il 7 settembre, il Consiglio di Stato respinge l’impugnazione della sentenza del Tar Emilia-Romagna sulla risoluzione della convenzione per la concessione della gestione e dell’uso dell’impianto sportivo disposta dal Comune nel novembre 2024.

Si tratta di una “pronuncia netta” dato che dagli atti emerge “in modo inequivocabile” l’esistenza di un grave inadempimento da parte dell’associazione. Il Consiglio di stato evidenzia come Rimini Baseball sia stata destinataria di ripetute richieste, regolarmente notificate e rimaste inevase e non contestate, per contribuire alle spese per le utenze dell’impianto, come da convenzione, pena la possibilità della risoluzione. Il Consiglio di Stato respinge anche le contestazioni sulla presunta genericità delle richieste economiche avanzate dal Comune e sulla mancata prova del credito. E conferma quanto già rilevato dal Tar circa le ingiunzioni di pagamento, mai impugnate dall’associazione. Insomma viene riconosciuta “la piena legittimità dell’operato del Comune” nell’applicazione delle disposizioni che hanno portato alla decadenza dell’associazione e Rimini Baseball viene pure condannata al pagamento di 3.000 euro di spese del giudizio di appello, oltre agli accessori di legge.

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