Stretta del Comune di Rimini sugli alunni (minorenni) che abbandonano la scuola dell’obbligo. Sono una ventina gli ammonimenti per mancata iscrizione e non frequenza nell’anno scolastico 2025-2026. E in 14 casi è anche scattata la denuncia alla Procura e al Tribunale per i minorenni. E’ questo l’esito del nuovo metodo di verifica adottato dal Comune di Rimini, basato su controlli puntuali, incroci anagrafici e contatti diretti con le famiglie, grazie anche al collegamento alla banca dati Anist (Anagrafe nazionale studenti). Inizialmente erano 110 le posizioni segnalate, che però non corrispondevano tutte ad altrettanti minori non iscritti.
Alcune situazioni infatti richiedevano un approfondimento. Dopo la scrematura fatta in base a cambi di residenza, trasferimenti scolastici e iscrizioni già regolarizzate, è emerso che gli effettivi non iscritti erano poco più di una decina, per i quali già a novembre 2025 sono partite le prime lettere di ammonimento. Alle mancate iscrizioni (quelle effettivamente accertate sono poi risultate otto) si aggiungono anche le situazioni di non frequenza. Nel corso dell’anno scolastico, infatti, le scuole hanno segnalato al Comune gli alunni che non si sono visti in classe (o si sono presentati molto poco). Anche su queste posizioni è stata avviata una verifica, che ha portato all’ammonimento e, come detto, anche alle denunce.
Gli uffici comunali, precisa l’amministrazione di Rimini, “hanno contattato una ad una le famiglie, chiarito le situazioni, verificato documenti e spostamenti”. Molte posizioni si sono risolte subito, altre hanno richiesto un secondo livello di controllo. Se il problema persiste entrano in campo i servizi sociali e “solo quando ogni tentativo di recupero è stato fatto scatta l’ammonimento”. Secondo l’ultima analisi Openpolis, l’abbandono scolastico oscilla dai valori più contenuti di Bologna e Milano (sotto il 10%) a quelli molto elevati di Catania (26,5%), Palermo (19,8%) e Napoli (17,6%). “La scuola - commenta la vicesindaca Chiara Bellini - è il primo luogo di cittadinanza. Garantire l’obbligo scolastico significa garantire opportunità, relazioni e futuro. Il nostro metodo parte dall’ascolto: si parla con le famiglie, si chiariscono le situazioni, si verificano i contesti e all’occorrenza si attivano anche dei servizi a sostegno delle famiglie. L’ammonimento è sempre l’ultima tappa, quando ogni tentativo di recupero è stato fatto. Non è un’azione punitiva, ma un atto di tutela verso le ragazze e i ragazzi e di responsabilità verso la comunità”.