Rimini. Straordinari pagati come “trasferte”, il giudice: “L’azienda deve versare 40mila euro”

Straordinari pagati ai dipendenti come “trasferte” e “rimborsi chilometrici” per evitare il pagamento di contributi e premi assicurativi. È questa la contestazione alla base della vicenda che ha portato il Tribunale di Rimini, con la sentenza del giudice del Lavoro Lucio Ardigò, a confermare un recupero Inps da oltre 40mila euro nei confronti di un’azienda riminese.

La controversia

La vicenda nasce da una richiesta avanzata dall’Inps nel maggio 2024 nei confronti della società, relativa a premi assicurativi e integrazioni contributive che l’ente riteneva non versati. Nel dettaglio, si trattava di circa 13mila euro per l’anno 2021, 14mila euro per il 2022 e 13mila euro per il 2023. Secondo l’azienda, invece, gli importi riconosciuti ai dipendenti erano corretti perché riguardavano effettive trasferte e rimborsi chilometrici, calcolati secondo gli importi previsti dal contratto collettivo di settore. La società aveva quindi chiesto al Tribunale di accertare la regolarità dei pagamenti effettuati e di escludere ulteriori obblighi nei confronti dell’Inps.

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