Rimini. Stangata sul gas, maxi bolletta da oltre mille euro. «Ma io non pago»

Rimini

Stangata sul gas, per due mesi di consumi gli chiedono l’importo di un anno. Più che una bolletta gli è sembrato uno schiaffo in piena faccia. Ha rischiato un malore un insegnante riminese di 66 anni che, nei giorni scorsi, s’è visto recapitare un’utenza del gas dall’esorbitante importo di 1.150 euro. Traslato in cifre concrete è quanto spende di solito per il gas ma spalmato su 365 giorni. Un bel cambio di passo. Superato lo choc, Dario (nome di fantasia) si è seduto, sì, ma solo per prendere il telefono e rivolgersi a Federconsumatori Rimini. L’obiettivo? Venire a capo dell’aggrovigliata matassa in punta di diritto. Perché di pagare «quanto non gli spetta» non se ne parla proprio. Un episodio, quello che si è abbattuto su Dario, che mostra come la coda dell’inverno resti rovente sul fronte bollette. Con punte drammatiche se colpisce le frange più deboli della cittadinanza.

Dario, cos’è successo?

«Nei giorni scorsi mi sono visto recapitare una bolletta del gas da circa 1.150 euro per il periodo compreso tra novembre e dicembre 2023. Peccato che sia la cifra che spendo in un anno. Vivo da solo e passo molto tempo fuori casa, per cui quel foglio non ha nessun senso».

Finora cosa ha scoperto?

«Ho telefonato alla nota azienda italiana dell’energia, con cui ho un contratto e che risulta tra i principali operatori nei settori dell’energia elettrica e del gas. Come se non bastasse, mi sono recato anche in un punto dedicato ai clienti ma ho ricevuto la stessa risposta. In sostanza il fornitore di gas invia una proposta agli utenti tramite mail, chiedendo se intendano passare a una bolletta che calcoli 2,50 euro a metro cubo. Secondo questa compagnia, varrebbe il principio del silenzio assenso. I clienti che non dicono “no” a chiare lettere si vedono applicare quanto proposto. Il peggio è che, stando ai dati di cui dispongo al momento, l’intera procedura sarebbe consentita dalla legge».

Quindi non ha risposto alla mail?

«Io la mail non l’ho neanche ricevuta: in caso contrario avrei rifiutato in modo categorico, perché una scelta simile fa lievitare le utenze all’inverosimile. Non so chi potrebbe rispondere: “Sì, grazie”. Il peggioramento, che si rischia in termini di spese, è evidente anche ai non addetti ai lavori».

Alla fine ha pagato l’importo messo nero su bianco?

«Assolutamente no. Mi sono rivolto a Federconsumatori per indagare sul tema. Non sarò l’unico nel mirino, né questa sarà l’ultima volta che si registra una criticità del genere, ma mi rifiuto di avallare un precedente, anche perché se capita a un pensionato come può uscirne? Il mio auspicio resta avviare un’azione legale collettiva tra le vittime».

Che lei sappia, altri riminesi sono piombati nel suo stesso incubo?

«Senz’altro ed è un incubo a occhi aperti. Basta farsi un giro a Rimini per notare come molte strade siano tappezzate da manifesti contro questi salassi. Ne è un esempio anche l’imbocco della Marecchiese dove campeggiano cartelli scritti a mano in cui la parola più ricorrente è “ladri”».

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