Un anno e sei mesi di reclusione. È quanto chiesto dal pm, al termine della requisitoria, nei confronti di un 43enne riminese, accusato di stalking verso i familiari di un amico d’infanzia, in particolare la madre, la sorella e il compagno di quest’ultima, che non volevano lo frequentasse più in quanto persona violenta, facilmente irascibile e dedita come lui all’utilizzo di sostanze stupefacenti.
L’uomo, difeso dall’avvocato Giuliano Renzi, di fronte a questa intromissione considerata immotivata non avrebbe risparmiato loro offese e minacce, transitando spesso sotto la loro abitazione. Il 43enne, comparso ieri in aula per raccontare la propria versione dei fatti, ha respinto tutte le accuse, negando di averli mai chiamati e pedinati, né tantomeno di aver mai danneggiato i loro mezzi. Il processo è stato poi rinviato a inizio novembre, quando la giudice Adriana Cosenza pronuncerà la sentenza.