«Per adesso è solo un’intenzione. Il mio obiettivo è tramutarla in investimenti concreti. Per la Riviera». Mauro Santinato, albergatore e presidente di Teamwork hospitality, società riminese di consulenza turistica, lo dice a mezza bocca, incrociando le dita. Perché davanti a sé ha uno dei colossi finanziari mondiali. Quello della famiglia Chang, un vero e proprio impero (di 2,5 miliardi di euro secondo una vecchia stima di Forbes) che, attraverso la società, Ldc (Luxury, dreams & culture) quotata alla borsa di Taipei, ha già investito in Italia qualcosa come 200 milioni di euro nell’arco degli ultimi dieci ani, tra antichi palazzi acquistati a Firenze, Roma, Venezia, e trasformati in hotel stellati, e residenze nobiliari in Umbria e in Piemonte riqualificate in dimore luxury.
Arrivato a Taipei a Natale, Santinato c’è rimasto per tutto il periodo delle festività dialogando con i vari vertici societari. «Ho avuto diversi confronti con il presidente Sheng e con Elaine Chang. Dai quali sono emersi risvolti molto interessati, che potrebbero coinvolgere anche Rimini». Come, ad esempio, proseguire gli investimenti in Italia. E magari anche in Riviera. «Mi hanno detto che sono disposti ad acquisire altre strutture ricettive, purché antiche o dal grande valore. Non importa dove a loro interessa solo il valore architettonico e monumentale dell’edificio, la sua storia, e che sia rappresentativo della cultura del luogo»