Rimini, il sindaco elogia i ragazzini che hanno salvato l'amica

Rimini

Una ragazzina cade dalla bicicletta scivolando in una curva del sovrappasso in via Roma, batte la testa, sanguina copiosamente e resta a terra stordita. E qual è la reazione di Lucia, Martina, Leonardo, Alberto, Cristiano e Martin, studenti delle scuole “Panzini”? La più ovvia. La soccorrono, l’aiutano, chiamano il 118, cercano di avvertire i genitori della studentessa ferita. Tutto questo, però, mentre gli adulti di passaggio si disinteressano dell’incidente.
Ecco perché ieri mattina, leggendo il “Corriere Romagna”, il sindaco Andrea Gnassi non ha voluto lasciare nel silenzio un comportamento così civile e responsabile.
«Dai più giovani, da quegli adolescenti così spesso dipinti come senza valori e costantemente attaccati agli smartphone - ha scritto il primo cittadino - continuano ad arrivarci insegnamenti e lezioni di cosa significa prendersi cura del prossimo e del bene pubblico. Ci riferiamo ai ragazzi che hanno conquistato un ruolo di primo piano nella lotta necessaria per la salvaguardia dell’ambiente, ma anche ai piccoli esempi quotidiani che accendono la speranza e l’ottimismo per un futuro più umano e meno egoista del presente».
Un episodio apparentemente poco rilevante - lo definisce Gnassi -: una ragazzina cade dalla bicicletta e resta a terra per qualche istante. «Mentre gli adulti presenti sul posto se ne disinteressano, un gruppo di coetanei evidentemente più sensibili e meno indifferenti di quei “grandi” che invece dovrebbero dare l’esempio, si mobilita per soccorrerla, per avvisare la famiglia. Insomma, fanno ciò che chiunque avrebbe dovuto e potuto fare, se non fosse che oggi giorno siamo così diffidenti ed egoisti che un gesto normale assume i contorni di atto straordinario».
L’amministrazione e soprattutto l’intera comunità riminese, conclude il sindaco, «ringrazia questi sei ragazzi per aver aiutato la loro amica, e per averci semplicemente ricordato cosa significa tendere la mano verso il prossimo». Una «lezione pratica di educazione civica che i ragazzi ci danno prima di qualsiasi progetto scolastico dedicato all’educazione civica, in attesa magari del vaglio ministeriale».

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