Rimini, sfonda il parabrezza dell’auto dei Carabinieri scagliando un tombino di cemento: 33enne arrestato

Rimini
  • 25 giugno 2026

Una mattinata di ordinaria follia si è consumata ieri a Viserba, dove una violenta lite familiare ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Un uomo di 33 anni, già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato in flagranza di reato dai carabinieri della Stazione locale, supportati dai colleghi della Sezione Radiomobile del Nor, dopo aver scatenato il caos, aggredito i militari e pesantemente danneggiato una pattuglia dell’Arma utilizzando un pesante manufatto in cemento come arma.

Tutto è iniziato intorno alle prime ore del mattino, quando una telefonata al 112 da parte di un cittadino allarmato, spaventato da urla a squarciagola e dal sordo rumore di oggetti infranti all’interno di un condominio, ha fatto scattare l’allarme. Giunti tempestivamente sul posto, i militari si sono trovati di fronte a uno scenario critico: nell’appartamento segnalato era in corso un durissimo scontro domestico tra il 33enne, in evidente stato di fortissima alterazione psicofisica, e la madre convivente di 60 anni.

L’arrivo delle divise non ha placato gli animi, tutt’altro. Alla vista dei carabinieri, l’uomo ha indirizzato tutta la propria rabbia contro di loro. Affacciatosi al balcone, ha iniziato a inveire pesantemente per poi passare alle vie di fatto, lanciando diversi oggetti in strada nel tentativo di colpirli.

La situazione è degenerata rapidamente pochi istanti dopo quando il 33enne, sceso di corsa nel cortile condominiale, ha sollevato di peso un pesante tombino in cemento e lo ha scagliato con violenza contro l’auto di servizio dei carabinieri. L’impatto ha letteralmente sfondato il parabrezza anteriore e devastato il cofano della gazzella. Non pago, l’aggressore si è scagliato fisicamente contro i componenti della pattuglia con minacce esplicite.

A quel punto, data l’estrema pericolosità dell’uomo, è stato richiesto l’immediato ausilio di un secondo equipaggio del Radiomobile. Ogni tentativo di mediazione e di ricondurre l’esagitato alla calma è risultato vano. Per garantire l’incolumità dei presenti e degli stessi operanti, i militari si sono visti costretti ad attivare il Taser: dopo i rituali avvertimenti di legge, la pistola a impulsi elettrici è stata attivata, immobilizzando l’uomo in totale sicurezza e senza ulteriori conseguenze fisiche.

Il 33enne è stato preso in carico dai sanitari del 118, fatti intervenire sul posto per calmarne lo stato di alterazione, e trasportato al Pronto Soccorso per le valutazioni del caso. Una volta dimesso, è stato condotto in caserma dove sono state formalizzate le pesanti accuse a suo carico: minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, oltre a danneggiamento aggravato.

Su disposizione della Procura della Repubblica di Rimini, l’indagato è stato trattenuto nelle camere di sicurezza in attesa del processo per direttissima, fissato per la mattinata di oggi davanti al giudice del Tribunale monocratico.

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