È tornato in libertà il ventenne riminese che era stato arrestato con le pesanti accuse di rapina, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Il giudice per le indagini preliminari di Rimini, pur convalidando l’arresto eseguito dalle forze dell’ordine, ha respinto la richiesta di custodia cautelare in carcere per la totale assenza di indizi di colpevolezza, disponendo la scarcerazione immediata del ragazzo. Lo studente, che si trovava rinchiuso all'interno della casa circondariale di Rimini dallo scorso 17 maggio, ha potuto così fare rientro a casa. A fare chiarezza sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che hanno mostrato come l’intera vicenda sia nata da un colossale malinteso.
Rimini, sesso a pagamento, rapina e manette, studente 20enne scagionato dai video: “Solo un equivoco”
Un intervento in buona fede
L’episodio è avvenuto nella notte di domenica scorsa sul lungomare di viale Regina Margherita. Una pattuglia in servizio di controllo ha notato lo scooter del giovane fermo in una strada secondaria. Il ragazzo aveva appena consumato un rapporto sessuale a pagamento con una prostituta transessuale e si era accorto che dal proprio portafogli mancavano dei soldi. I due stavano quindi controllando insieme la borsa di lei per verificare un eventuale errore nel resto. Proprio in quel momento è passata la volante. Alla vista degli agenti, la donna si è avvicinata agitatissima sostenendo di essere stata rapinata. Di fronte a quella che sembrava una flagranza di reato, gli operatori sono intervenuti con prontezza. Nella concitazione del fermo, un poliziotto ha afferrato il giovane per un braccio; il ragazzo, travolto dalla vergogna per la situazione e dal panico, ha perso il controllo dello scooter, scivolando a terra insieme all’agente, che ha riportato lesioni guaribili in 15 giorni.
Il verdetto del giudice
Il giudice ha evidenziato come l’operato della polizia sia stato del tutto legittimo: gli agenti sono stati tratti in inganno dalle dichiarazioni della prostituta, configurando un «errore scusabile» dettato dal contesto frenetico. Tuttavia, l’esame dei filmati ha smontato le accuse sul piano cautelare. Nessuna rapina: i video mostrano che la borsa è sempre rimasta in mano alla proprietaria e che non vi è stata alcuna sottrazione; nessuno dolo: il ventenne, studente universitario incensurato, non aveva udito l’alt e ha proseguito la marcia solo per lo spavento e lo shock del momento, senza alcuna intenzione di aggredire o fare resistenza. Grande soddisfazione è stata espressa dai difensori del ragazzo, gli avvocati Vainer Nanni e Aidi Pini del foro di Rimini, che in aula hanno visto accogliere le tesi sulla assoluta innocenza dello studente.