Nella serata di sabato 23 maggio 2026, la Polizia di Stato di Rimini è intervenuta dopo una segnalazione pervenuta al 112 relativa a un caso di estorsione con il metodo del “cavallo di ritorno”.
Una coppia di turisti che trascorreva il weekend a Rimini era stata contattata da un individuo che, dopo aver sottratto il telefono cellulare al marito, pretendeva il pagamento di 150 euro per la restituzione. Gli agenti hanno mantenuto un costante contatto telefonico con la parte offesa, predisponendo un dispositivo di osservazione e pedinamento tra Piazza Cavour e Piazza Ferrari, finalizzato a seguire gli spostamenti della coppia.
L’estorsore, inizialmente disposto a effettuare lo scambio in Piazza Cavour, ha ritenuto la zona troppo frequentata e si è spostato insieme alla coppia fino a Piazza Ferrari, dove è stato documentato lo scambio, nel frattempo pretendendo una somma di 170 euro, ovvero 20 in più per la sua intermediazione. Grazie ad un’attenta pianificazione il personale seguiva tutte le fasi dell’azione delittuosa, documentando lo scambio tra le parti e intervenendo tempestivamente nel momento della consegna del denaro. L’arrestato veniva immediatamente messo in sicurezza e condotto presso gli uffici della Questura per gli accertamenti di rito. La successiva perquisizione personale ha permesso di rinvenire l’intera somma di denaro poco prima consegnata dalla vittima, poi restituita ai legittimi proprietari. L’arrestato, un tunisino pluripregiudicato, richiedente protezione internazionale per asilo politico ed in attesa del giudizio della competente commissione territoriale di Forlì, è stato tratto in arresto per il reato di estorsione in concorso con persona rimasta ignota e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per il rito direttissimo.