«Se oggi non vedo mio figlio, brucio la casa della mia ex suocera. Se non me lo fa vedere, giuro che lo rapisco e scappo via. Della legge italiana non me ne frega niente». Il tutto alla presenza degli agenti della polizia di Stato. Questa è solo l’ultima di una serie di violenze verbali e fisiche che un 25enne cubano ha rivolto nell’ultimo anno e mezzo alla convivente di appena 20 anni, madre del suo bambino nato nel 2023. Condotte che, a seguito delle denunce presentate dalla donna, gli sono costate un’accusa per maltrattamenti e alcune misure cautelari. Su richiesta del pm Davide Ercolani, il gip Alessandro Capodimonte ha infatti disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento a meno di mille metri dalla convivente e dalla casa dei genitori di lei, e di comunicare con qualsiasi mezzo (anche telefonico e informatico), oltre all’applicazione del braccialetto elettronico.
Le prime denunce risalgono a giugno 2024. Da quanto emerso, l’uomo, le controllava anche di nascosto sullo smartphone le chat che la giovane aveva intrattenuto in passato con altri conoscenti. Oltre a questo, le rubò i dati di accesso all’home banking e si autoinviò un bonifico di mille euro. In quell’occasione, una volta scoperto, reagì dandole dei forti spintoni e afferrandola con entrambe le mani per il collo, desistendo dalla presa solo quando avvertì il pianto della ragazza. Pubblicò anche, senza il suo consenso, sul profilo Instagram della giovane alcune foto che la ritraevano in atteggiamento intimo. Tra fine marzo e i primi di aprile, la strattonò e si impossessò della sua borsa, prelevando dall’interno del portafogli 600 euro, prima dell’arrivo delle forze dell’ordine chiamate dalla ragazza. Terminata la relazione, continuò a presentarsi sotto l’abitazione dell’ex suocera, pretendendo un incontro con la giovane, che tempestava di chiamate in cui la minacciava, dicendo che avrebbe fatto di tutto per toglierle il figlio e che, se l’avesse vista con un altro, avrebbe ammazzato entrambi. A settembre, durante un incontro per la consegna del figlio, tentò di aprire con forza lo sportello dell’auto, ma non ci riuscì. La donna allora ripartì spaventata, ma il 25enne salì sul cofano per bloccarla e, con il suo telefono, danneggiò il parabrezza e con un calcio il fanale dell’auto. Infine, dopo essere riuscito a fermare l’auto, prelevò con la forza il figlio e si allontanò. A novembre, in un centro commerciale, approfittando di un momento di distrazione, le sottrasse il figlio dall’interno del passeggino, per poi tornare poco dopo e riempirla di insulti. Un’altra volta, dopo aver trascorso la notte da lei, le impedì di recarsi al lavoro, minacciando con un coltello che le avrebbe tagliato le gomme se si fosse allontanata. Così iniziò a spintonarla contro il muro, stringendole la mano al collo, fino a colpirla con due schiaffi in viso. Quando poi si accorse che la donna aveva allertato le forze dell’ordine, le portò via il cellulare e lo danneggiò con il coltello. Circostanza, quest’ultima, che rese necessario il trasferimento della donna in una struttura protetta.