Nella provincia di Rimini il precariato scolastico tocca numeri importanti, coinvolgendo ogni anno tra i 1.800 e i 2.000 insegnanti. Si tratta di circa il 30% del personale totale, con una fetta significativa di docenti assunti con contratti in scadenza al 30 giugno, la categoria più colpita dalle recenti battaglie legali per il riconoscimento dei diritti economici.
Sulla questione è intervenuta la vicesindaca di Rimini, Chiara Bellini, ricordando come il problema sia profondo e radicato sul territorio. Negli anni scorsi, un ricorso collettivo promosso dalla Flc-Cgil Rimini ha visto 74 docenti precari della provincia ottenere dal Tribunale il diritto alla Carta del docente, confermando la necessità di una piena equiparazione con i colleghi di ruolo. Secondo Bellini, per risolvere questa precarietà strutturale serve una programmazione affidabile e di lungo periodo da parte delle istituzioni competenti. Dal canto suo, il Comune di Rimini continua a investire nel sistema educativo 0-6 anni proprio per ridurre il turn over e garantire la continuità didattica.
La vicesindaca ha poi concluso sottolineando come la valorizzazione del personale sia essenziale per la qualità dell’offerta formativa, ricordando che l’ondata di ricorsi a livello nazionale pesa anche sui bilanci pubblici. Sarebbe decisamente preferibile investire le risorse statali nel miglioramento dei servizi scolastici, anziché utilizzarle per coprire i costi di contenziosi e indennizzi.