Rimini. «Salvata bimba di 4 anni sola in acqua mentre i parenti bevevano cocktail sui teli»

Rimini

Raffica di salvataggi con il mare mosso. È stata una giornata di lavoro straordinario, quella di ieri, per i marinai di salvamento della Riviera che, complice un forte vento, hanno fatto i conti con un susseguirsi di emergenze. Molti bagnanti, sottovalutando i pericoli e senza tenere conto della bandiera rossa, si sono avventurati tra le onde per poi trovarsi in panne. Da qui un bollettino di guerra che vede il recupero di tre persone in difficoltà al Bagno 118 verso le 10.30 ma anche il salvataggio di una bambina araba che, lasciata sola attorno alle 12.40, stava per inabissarsi nello specchio d’acqua antistante il 134. Recuperati a nuoto, allo stabilimento 107, anche due francesi di 9 e 6 anni incustoditi a 30 metri dalla battigia. In preda all’angoscia e incapaci di tornare a riva, mentre si sbracciavano tra buche e correnti, sono stati tratti in salvo dal marinaio di salvataggio e poi riconsegnati ai familiari. Anche Devis Borghini del 133 ha messo in sicurezza una bimba di 4 anni, «sola in acqua alle 12.40 mentre i parenti bevevano cocktail sui teli». Scena che poi si è ripetuta «nel pomeriggio». Momenti frenetici anche al 77 dove le condizioni proibitive non hanno scoraggiato tanti dal mettere piede in acqua. Quando mancavano pochi minuti alle 12 Andrea Manduchi, che sorvegliava la fascia dal 77 al 79, è uscito in moscone e ha avvistato a 100 metri da riva un 60enne marchigiano, in grave difficoltà, già semicosciente e in evidente stato ipossico (si sarebbe scoperto in seguito che si trattava di un soggetto cardiopatico). «Mi ha allertato fischiando - racconta il collega Gabriele Ricucci che copriva l’80-83 e si è tuffato con il RescueCan -. Le manovre di rianimazione sono iniziate in mare adagiando l’uomo sul mio petto». A riva i parametri vitali hanno rilevato una saturazione al 90% che ha reso necessaria la somministrazione di ossigeno medicale oltre all’uso del defibrillatore. Giunti sul posto, i sanitari del 118 lo hanno trasportato all’ospedale in codice rosso. Un intervento, della durata di più di mezz’ora che, come sottolinea Ricucci, «è avvenuto nella pausa pranzo quando ogni addetto si trova a controllare 300 metri anziché 150». Solo qualche minuto prima, era nei guai un bimbo di 5 anni. Finito travolto dalle onde, se l’è cavata con un grande spavento.

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