Ha rubato un telefono cellulare in spiaggia nel pomeriggio di ieri, 1° luglio, a Rimini, ma non aveva fatto i conti con la tecnologia e la determinazione della vittima. Grazie al sistema di geolocalizzazione dello smartphone rimasto attivo, gli agenti della Polizia di Stato sono riusciti a rintracciare il presunto autore del furto all’interno del Parco XXV Aprile. L’operazione si è conclusa con l’arresto di un giovane senegalese, che deve rispondere dei reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre a una denuncia per ricettazione.
Rimini, ruba un cellulare in spiaggia ma la geolocalizzazione lo incastra al parco: arrestato dopo una colluttazione
Il segnale acustico tra la folla
Tutto è iniziato quando una donna ha contattato il 112 segnalando che il proprio telefono, sottratto poche ore prima sull’arenile, risultava acceso e in movimento. Una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico (Volanti) si è messa immediatamente sulle tracce del dispositivo, rimanendo in costante contatto telefonico con la vittima per monitorare gli spostamenti sulla mappa.
La svolta è arrivata nei pressi del Parco XXV Aprile, dove i poliziotti hanno notato un capannello di persone. Per avere l’assoluta certezza di quale fosse il bersaglio, gli agenti hanno chiesto alla proprietaria di attivare da remoto il sistema di segnalazione acustica dello smartphone. Il forte bip, proveniente proprio dalle tasche di uno dei giovani presenti nel gruppetto, ha tolto ogni dubbio.
La fuga e l’aggressione
I poliziotti si sono avvicinati per fermare l’indiziato e recuperare il maltolto. Vistosi scoperto, il ragazzo ha consegnato il telefono ma, un istante dopo, è scattato in una precipitosa fuga a piedi tra i sentieri del parco. L’inseguimento è durato poche decine di metri: una volta raggiunto, lo straniero ha reagito con estrema violenza, scagliandosi contro i due agenti con calci e pugni nel tentativo di sottrarsi al controllo.
Bloccato dopo la colluttazione
Nonostante la reazione, gli operatori delle Volanti sono riusciti, non senza fatica, a immobilizzarlo e a stringergli le manette ai polsi. Anche durante il trasferimento verso l’auto di servizio, il giovane ha tentato un ultimo, disperato strattone colpendo con una violenta gomitata uno dei poliziotti. Lo straniero è stato condotto negli uffici di piazzale Bornaccini per le procedure di rito. Trattenuto nelle camere di sicurezza, è comparso nella mattinata di oggi davanti al giudice per il processo con rito direttissimo.