Mangiare frutta e verdura fa bene alla salute ma non al portafoglio. È uno dei drammatici effetti del caro petrolio che ha fatto lievitare persino i costi degli ortaggi e della frutta, da sempre un salva cena per chi ha meno disponibilità economiche. A spiegare i motivi dell’impennata di cifre sullo scontrino medio, dispensando anche qualche consiglio, è Guido Cardelli Masini Palazzi, dal giugno 2023, e per il secondo mandato alla presidenza di Coldiretti Rimini.
Rimini, rincari carburante, allarme ortofrutta “Ecco come difendersi”
Cardelli, perché il rincaro record dei carburanti incide sul prezzo finale di frutta e verdura?
«L’87% dei nostri prodotti, in particolare quelli freschi, viene trasportato su gomma: una pecca che influisce sul prezzo al consumo. Quanto al costo del gasolio agricolo, è ormai esorbitante: trattori e macchinari dipendono dai carburanti e ogni chilometro percorso costa sempre di più, finendo per martoriare l’intera filiera. Filiera, ricordiamolo, che è lunga cosicché dal campo al negozio, ogni passaggio subisce ulteriori rincari. Detto questo, siamo in mezzo a due guerre: quella che divampa fra Russia e Ucraina e l’escalation di tensione esplosa in Medio Oriente con la conseguente chiusura dello stretto di Hormuz. Forse è giunto il momento di riconoscere che i conflitti odierni sono diversi da quelli descritti nei libri di scuola, in quanto animati da speculazioni internazionali difficili da scovare oltre che da quantificare. In pratica è impossibile individuare i personaggi che hanno un tornaconto personale nel mettere in ginocchio settori o interi Paesi, oppure nel fare oscillare i prezzi del gasolio in altalene logoranti. Resta il fatto che, alla fine della fiera, a pagare queste strumentalizzazioni sono, da un lato, contadini e allevatori e dall’altro i consumatori. Proprio questi ultimi, considerando anche altri ambiti, si trovano a pagare aumenti sino a un totale del 40-45% in più rispetto al 2025».
Con quali criticità fanno, invece, i conti allevatori e agricoltori?
«Non solo non ci stiamo arricchendo, come qualcuno sostiene, ma lavoriamo sempre più spesso sotto il costo di produzione. La domanda ricorrente che mi rivolgono i soci è se valga la pena arare un campo se poi fieno o grano verranno venduti al prezzo di produzione. Altrettanto proibitive sono, infine, le condizioni di lavoro a causa di un meteo sempre più estremo».
Passiamo al carrello della spesa. Dove si riversa la principale pioggia di incrementi?
«In cima alla classifica compaiono le melanzane che sono in aumento fino al 21,5% mentre i piselli risultano cresciuti del 19,6%. Quanto ai frutti di bosco, si registra un rincaro più contenuto, sul 16,3%, ma comunque a doppia cifra. Non va meglio per zucchine e limoni che segnano ritocchi superiori al 10%. Più in generale tutti i prodotti che necessitano di maggiore acqua, sono i più penalizzati. Azionare le pompe o gli impianti richiede infatti molta energia elettrica o carburante, facendo impennare le spese di gestione».
Come intendete correre ai ripari nei prossimi anni, visti gli effetti dei cambiamenti climatici e i nodi geopolitici?
«Dobbiamo trattenere più acqua piovana: a livello nazionale i dati Istat mostrano che se ne raccoglie appena l’11%. Per farlo, occorre creare piccoli e medi bacini di raccolta e, dove possibile, rimettere in uso, o realizzare ex novo, vasche di espansione, anche nelle aree limitrofe ai fiumi. Sino a qualche tempo fa il periodo delle piogge era concentrato soprattutto nella stagione invernale mentre ormai assistiamo a precipitazioni tardive e devastanti a primavera ma si tratta comunque di un apporto idrico importante, di cui va fatto tesoro.
Raccomandazioni per i consumatori?
«Meglio privilegiare il km zero o almeno leggere le etichette di provenienza e optare per ortofrutta con meno imballaggi. Il punto focale resta fare la spesa da persone di cui ci si fida. Ne è un esempio il nuovo mercato coperto di Campagna amica a Rimini che si trova in viale Tiberio. Offre un bel riscontro sia per gli agricoltori sia per clienti i quali, oltre a beneficiare di prezzi più bassi, possono contare sulla garanzia del produttore. Un modo valido anche per riscoprire la stagionalità visto che siamo talmente “ubriacati” dai prodotti presenti tutto l’anno sugli scaffali da non conoscere più l’abc della natura».