Rimini, raccolta di fondi per riaprire lo storico panificio di Taverna

Rimini

Riaccendere un vecchio forno per riportare lavoro, relazioni e servizi nell’entroterra.

È questo l’obiettivo del progetto Forno Terre Solidali, che punta a recuperare e rendere nuovamente operativo lo storico panificio di Taverna, frazione di Montescudo - Monte Colombo, chiuso ormai da dieci anni.

Per finanziare l’intervento è partita nei giorni scorsi una campagna di crowdfunding, finanziamento collettivo, che, a sole 48 ore dal lancio, ha già raccolto 2.197 euro grazie a 17 sostenitori. Il traguardo da raggiungere è di 20mila euro entro i prossimi 58 giorni. Una sfida sostenuta anche da Banca Etica, che si è impegnata a versare i restanti 4mila euro qualora la raccolta raggiunga almeno l’80% dell’obiettivo, pari a 16mila euro (www.produzionidalbasso.com/project/forno-terre-solidali). Dietro l’iniziativa c’è una rete di realtà attive da anni sul territorio: la Cooperativa agricola Terre solidali, Pasta madre – Forneria contadina e Terzo pesaggio Ets con MadreProject – Scuola del pane e dei luoghi. Insieme a produttori, associazioni e abitanti della Valconca, hanno scelto di investire sul pane come strumento di rigenerazione economica, sociale e culturale. I fondi raccolti serviranno a ristrutturare gli spazi dell’ex forno, ripristinare gli impianti produttivi e formare giovani fornai e fornaie.

Ma il progetto va oltre la semplice riapertura di un’attività artigianale. L’idea è quella di creare una “bottega ibrida”, un luogo dove produzione agricola, trasformazione alimentare, cultura e comunità possano convivere e rafforzarsi a vicenda. Nel forno si produrrà pane agricolo artigianale con lievito madre, utilizzando farine ottenute da varietà locali e storiche di grano. Lo spazio fungerà anche da punto di incontro per attività formative, educazione ambientale, iniziative culturali e momenti di convivialità, oltre a rappresentare un supporto logistico per le reti di filiera corta dell’entroterra riminese.

Secondo i promotori, capitanati dal panificatore di Onferno Lorenzo Cagnoli, «il recupero del forno potrà generare nuovi posti di lavoro, sostenere produttori e artigiani locali, restituire alla comunità un edificio storico oggi inutilizzato e rafforzare i legami tra l’Appennino e la costa attraverso un modello di sviluppo basato sulla prossimità e sulla collaborazione».

Per sostenere la raccolta fondi sono in programma tre cene conviviali di autofinanziamento. La prima serata il 4 luglio alle 20, a Onferno, presso il laboratorio Pasta Madre in via Bosco 4, sarà accompagnata dalla musica dal vivo dei Loser Baby. A seguire altro evento a Onferno il 1° agosto e il 12 settembre al circolo Acli di Taverna. Per prenotare è possibile contattare Lorenzo al numero 338 5630850. Per la rete promotrice, la riapertura del forno rappresenta molto più del recupero di un edificio: significa restituire al territorio un presidio produttivo, culturale e sociale capace di mettere al centro la cura della comunità e del paesaggio.

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