A 11 anni si punge con una siringa trovata nell’erba. Una corsa a perdifiato in bicicletta, dopo un pomeriggio di gioco con gli amici, si è trasformata nel peggiore degli incubi. È successo a Rimini, lungo la ciclabile in zona Padulli, nei pressi di via Cavalleria rusticana, nel tardo pomeriggio di martedì scorso, attorno alle 19. Un episodio che secondo Turci, presidente del comitato Padulli, riaccende i riflettori sullo stato di degrado in cui versa un intero quartiere».
«Mio figlio, che frequenta la quinta elementare, stava tornando a casa insieme a due coetanei», spiega la madre della vittima, che si è trasferita ai Padulli quando era in attesa del bimbo «proprio perché in cerca di una zona tranquilla e immersa nel verde». Durante una sosta in una piccola radura, il gruppetto nota sull’erba tagliata da poco una siringa che nella loro ingenuità raccolgono. Tutto intorno, lo spettacolo desolante di bottiglie vuote. È un attimo: l’11enne decide di buttar via quel reperto ma nel farlo la siringa si ribalta ferendolo sul polso. Superato lo choc iniziale, comprende che qualcosa di terribile si è abbattuto su di lui, scortato dagli amici risale in bici tenendo in una mano la siringa e con l’altra il manubrio. «Giunto a casa - prosegue la donna - si è sciolto in lacrime, raccontandomi quanto accaduto nel rispetto del nostro patto di dirci tutto». Da qui la corsa all’ospedale “Infermi” dove il personale medico, elogiando il bimbo per la scelta di portare la siringa, ha constatato «che il sangue sulla siringa era molto secco escludendo così un contagio grave vista la carica virale ridotta». Di diverso avviso la pediatra che ha invece consigliato esami periodici per l’epatite. «Ora sono a pezzi - confessa la donna -. È inaccettabile che accadano fatti simili, mentre si tenta di insegnare ai figli l’autonomia e da ogni parte siamo invitati a scegliere la mobilità green. Ci sentiamo cittadini di serie “B”». E rincara: «Ho sempre insegnato ai miei bambini a giocare all’aria aperta, perché è fondamentale per il loro sviluppo fisico, emotivo e cognitivo, stimolando creatività, indipendenza e salute oltre a esplorare la natura e il movimento libero, permettendo loro di sporcarsi e di rincasare felici. Non mi piace che stiano incollati ai videogiochi perdendosi gli anni migliori, ma da ieri ho paura e non sono più tranquilla. Dove sono i controlli? Perché un bambino ha potuto pungersi con una siringa usata e lasciata alla portata di tutti? Sono arrabbiata e delusa, nessun genitore deve temere di mandare i figli al parco. Le istituzioni, nella quale ripongo molta fiducia, devono aiutarci - conclude -: vanno rinforzati i controlli e sorvegliate le aree nascoste».