Nel Distretto di Rimini prende avvio il progetto “Accoglienze notturne per persone con dipendenze attive e in condizione di grave marginalità”, un’iniziativa di 12 mesi che mette a disposizione cinque posti di accoglienza notturna per adulti in grave emarginazione, privi di sistemazione stabile e segnalati dai presidi sanitari territoriali. Alla segnalazione da parte del Pronto soccorso o del Servizio per le Dipendenze (SerD), un operatore raggiunge direttamente il presidio sanitario e accompagna la persona nella struttura di accoglienza, dove troverà un posto per pernottare, igiene personale, ristoro e un presidio educativo e relazionale. Quest’ultimo elemento è considerato qualificante: costruire un rapporto di fiducia con persone che presentano elevata fragilità e scarsa adesione ai percorsi di cura tradizionali è il presupposto per orientarle verso i servizi competenti (SerD, servizi sociali, strutture di accoglienza).
“L’intervento nasce per rispondere a una criticità concreta e documentata: la difficoltà di garantire una risposta immediata alle persone senza dimora che, in condizioni di uso attivo di alcol o sostanze, si trovano a non avere alcuna alternativa alla strada”, si spiega in una nota del Comune. I dati dicono che l’anno scorso, il centro servizi per il contrasto alla povertà ha accolto 284 persone, con 714 accessi ai servizi. Tra i centri di prima accoglienza, quello Caritas ha ospitato 353 persone per oltre 4.900 notti, il progetto Michel Roland ha accolto 235 persone in pronta accoglienza e 48 in percorsi di semi-autonomia. Ma tantissima pressione c’è anche sul Pronto soccorso.
Gli accessi notturni ripetuti al Ps - legati a stati di intossicazione, crisi acute o alla semplice necessità di un riparo - e le difficoltà nella fase di dimissione, in assenza di soluzioni abitative o reti di supporto, “generano un ciclo difficile da interrompere: ritorno immediato in strada e nuovi accessi a breve termine. A complicare ulteriormente il quadro, la presenza frequente di doppia diagnosi e la difficoltà strutturale di garantire continuità tra intervento sanitario e risposta territoriale. Il progetto intende spezzare questo ciclo”, dice dunque il Comune. Tra i risultati attesi figurano quindi la riduzione della pressione sul Pronto soccorso nelle ore notturne, il rafforzamento della collaborazione tra servizi sanitari, sociali e Terzo settore e una gestione più efficace delle situazioni di marginalità estrema. Il progetto, finanziato con 45.000 euro, individuerà il soggetto attuatore tramite procedura di coprogettazione pubblica, “valorizzando le esperienze già radicate sul territorio”. E’ previsto un monitoraggio semestrale per verificare i risultati e valutare l’eventuale prosecuzione oltre il periodo iniziale.