Rimini. Poliziotto ferito in servizio vince la causa: vitalizio da 1.500 al mese

Un’aggressione avvenuta durante un controllo anti-abusivismo nell’estate del 1990 si è tradotta, oltre trent’anni dopo, in una condanna per il Ministero dell’Interno. Il Tribunale di Rimini, con la sentenza del giudice del lavoro Lucio Ardigò, ha riconosciuto lo status di vittima del dovere a un agente della Polizia di Stato rimasto ferito in servizio, disponendo l’erogazione dei relativi benefici economici e il pagamento di un assegno vitalizio pari a 500 euro al mese, oltre a uno speciale assegno vitalizio previsto dalla legge di circa mille euro mensili.

L’accaduto

I fatti risalgono al luglio 1990, quando l’agente, in servizio presso il Commissariato di Rimini, partecipò a un’operazione contro la contraffazione dei marchi e l’abusivismo commerciale. Nel corso dell’intervento, sfociato nell’arresto di un cittadino straniero per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, il poliziotto riportò diverse lesioni: contusioni al gomito destro, al rachide cervicale, al torace e alla nuca. Le lesioni furono successivamente riconosciute come causa di servizio, con attribuzione di invalidità tabellata e indennizzo.

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