Picchia la compagna e la obbliga a coprire i lividi con il trucco, poi minaccia di morte lei e la figlioletta di soli 18 mesi, stringendole con le mani il collo fino a farla diventare “paonazza” soltanto perché gli dava fastidio sentirla piangere. Una rabbia incontrollata e ingiustificata che potrebbe costare nove anni di reclusione ad un 27enne riminese, a giudizio davanti al collegio penale per maltrattamenti e lesioni aggravate. Questa almeno è la pena richiesta ieri per l’uomo dal pm Luca Bertuzzi al termine della requisitoria. La sentenza è invece attesa tra due settimane.
I fatti, avvenuti a Riccione, sarebbero andati avanti da inizio 2023 a febbraio 2025, fino a quando per il 27enne, difeso dall’avvocata Morena Ripa, si aprirono le porte del carcere, dove si trova tuttora, in virtù di un’ordinanza-aggravamento della misura cautelare disposta dal gip (agli arresti domiciliari arrivò a picchiare la madre, che però decise di non querelarlo).
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