Addio Paolo Jommi. Pierpaolo in realtà, ma per tutti era Paolo. Lo era soprattutto per i suoi studenti, dai quali voleva, anzi pretendeva il “tu” come un normale amico, non certo come il loro (nostro) professore di educazione fisica.
Paolo Jommi si è spento ieri notte nel sonno, a 81 anni e se è vero che molte persone che l’hanno conosciuto non lo vedevano da tempo, è rimasto nella memoria di tanti. Innanzitutto gli studenti: professore di ginnastica, perché veniva chiamata così, al Liceo Einstein, un’ora di lezione con lui era un toccasana, un divertimento, un momento spensierato senza pensare a libri, interrogazioni, compiti in classe. Scendere in palestra era il top, si giocava a basket e calcetto (la pallavolo non era nelle sue corde), lui giocava con i ragazzi creando quella complicità impossibile da trovare altrove.
Una spalla fortissima su cui appoggiarsi anche al momento degli scrutini finali, quando ha sempre cercato in tutti i modi di “salvare” molti liceali che avevano il destino segnato.
Il momento clou erano i campionati Studenteschi di basket e pallamano: Paolo in panchina a caricare i suoi ragazzi e “vincere” era la sua unica parola nel vocabolario. In tanti ricordano ancora la gioia che provava quando l’Einstein alzava la coppa e il premio per tutti erano le abbuffate di ogni tipo nello storico ristorante Pic Nic che veniva monopolizzato per una giornata.
Titolare dell’azienda di abbigliamento maschile a San Marino, la Jomsa, nome al quale sono legati i suoi ricordi nello sport. In particolare la pallamano, a dir poco una passione. Entrato nel mondo della pallamano all’inizio degli anni ‘80, quando Rimini poteva schierare due squadre in serie A (sembra impossibile pensarlo adesso visto quello che accade allo sport cittadino), Jomsa è diventato lo sponsor principale al momento della fusione tra le due società. E Jommi decise di sponsorizzare per qualche anno pure la squadra di Bologna.
Dopo aver lasciato la pallamano maschile a fine anni ‘80, Jomsa si dedica all’emergente squadra femminile. Un’escalation senza soste e quando arriva il primo dei 2 scudetti consecutivi, Jommi dice «Jomsa campione d’Italia è il titolo di giornale più bello che potevo leggere nella mia vita».
Paolo ha potuto riabbracciare i suoi vecchi amici nell’aprile del 2024 quando è stato organizzato il “Trofeo Rinascita Pallamano Rimini” ed è stato un commovente ricordo di quegli anni indimenticabili.
«Un personaggio speciale, instancabile, istrionico, appassionato - lo ricorda così l’ex assessore Gianluca Brasini che l’ha avuto come professore a scuola e patron nella pallamano -. Una figura importante per me quando cominciai a entrare nel giro della nazionale ed era difficile conciliare sport ad alto livello e scuola. Diciamo che in quel caso Paolo è stato un precursore della norma sugli studenti-atleti Potrei raccontare una marea di aneddoti: ricordo quando diventai un suo giocatore di pallamano, mi chiamò a scuola e mi disse: ‘ti ho dato 8 in pagella, ma da oggi il tuo voto sarà sempre 10”».
Juventino verace, se veniva stuzzicato dopo una sconfitta della Juve l’ora di ginnastica diventava un incubo, la sua Jomsa ha segnato un’era anche nel basket. Tanti riminesi hanno vestito con orgoglio quella canotta, a livello giovanile e seniores dove la Jomsa si è spinta fino alla serie D.
Jommi lascia i figli Paolo, Carlotta e Claretta e i nipoti Vittoria, Gloria, Camilla.