Rimini. Perde sei denti sani dopo le cure dal dentista: alla paziente oltre 21mila per i danni

Rimini
  • 09 settembre 2026

Doveva essere un intervento per migliorare la situazione dentaria. Si è trasformato, invece, nella perdita di sei denti che, secondo i consulenti del Tribunale, avrebbero potuto essere conservati. Il Tribunale di Rimini, con la sentenza del giudice Fabrizio Melucci, ha riconosciuto la responsabilità dell’odontoiatra riminese per l’inesatta esecuzione del trattamento e ha condannato la professionista a risarcire la paziente, oggi 68enne, con oltre 21 mila euro, oltre agli interessi legali.

La vicenda nasce nel 2019, quando la paziente si era rivolta alla dentista con l’obiettivo di sistemare entrambe le arcate dentarie. Il piano prevedeva la preparazione di sei denti dell’arcata inferiore, destinati a fungere da pilastri per una protesi fissa, oltre alla sostituzione della protesi mobile superiore con una soluzione fissa. Ma qualcosa, secondo quanto accertato nel corso del procedimento, non è andato come avrebbe dovuto. I consulenti tecnici nominati dal giudice hanno infatti rilevato che la preparazione dei sei denti inferiori era stata eseguita in modo non corretto, a causa di una limatura eccessivamente aggressiva. I denti erano diventati poco o per nulla ritentivi, favorendo le ripetute decementazioni della protesi. Da lì il piano terapeutico è cambiato: i sei denti sono stati estratti e si è passati all’ipotesi di una riabilitazione mediante impianti. Secondo i consulenti, se i sei elementi dentari fossero stati preparati correttamente, i due canini e i quattro incisivi avrebbero potuto essere conservati, consentendo di procedere con un approccio tradizionale senza ricorrere all’implantologia. Il Tribunale ha quindi ritenuto provati sia l’inesatto adempimento della prestazione sanitaria sia il nesso causale tra la condotta dell’odontoiatra e la perdita dei sei denti.

I consulenti hanno stimato per la paziente un’invalidità permanente dell’8%, comprendente sia gli effetti della perdita dei denti sia un disturbo dell’adattamento con ansia e umore depresso. A questa voce si aggiunge l’inabilità temporanea, quantificata complessivamente in 240 giorni. Il Tribunale ha liquidato per il danno biologico circa 16mila euro. Riconosciuto anche il danno morale, quantificato in 2.400 euro, ritenuto provato in considerazione della natura della menomazione, della perdita di sei denti sani e della penosità delle cure affrontate. Infine, sono stati riconosciuti 2.700 euro per spese mediche documentate.

L’articolo completo sul Corriere Romagna in edicola

Newsletter

Iscriviti e ricevi le notizie del giorno prima di chiunque altro Clicca qui