Rimini, pensionato prenota una visita oculistica: “Me l’hanno fissata per il 26 agosto 2027”

Rimini
  • 30 aprile 2026

Ha strabuzzato gli occhi, ha pensato che la vista era peggiorata più di quanto pensava e che quello che era scritto lì, nero su bianco, non riusciva a metterlo a fuoco come avrebbe dovuto. Oppure c’era un errore. Ma poi, Vincenzo Spinelli, pensionato 69enne, dopo avere avvicinato l’impegnativa dell’Ausl Romagna, si è accorto che era proprio così, nessuno sbaglio: la visita oculistica che aveva appena prenotato con il Servizio sanitario nazionale era stata fissata per il 26 agosto del 2027. Ebbene sì, un attesa di un anno e quattro mesi. «Non ci volevo credere», racconta l’uomo che proprio tra 16 mesi dovrebbe presentarsi puntuale alle 8.40, all’ospedale civile di Santarcangelo, per fare una «visita oculistica completa». L’ultima, spiega lo chef che da un po’ di tempo si sta godendo la pensione, «l’avevo fatta cinque anni fa e mi ero rivolto alla sanità privata, pagando 80 euro». Adesso, una volta compiuti 69 anni, Spinelli ha deciso di affidarsi alla sanità pubblica, «certo che non avrei ottenuto tutto e subito, ma non mi aspettavo di leggere 2027 nell’impegnativa, è stata una bella mazzata».

L’appello anche gli altri pazienti

Anche perché «se è vero che si tratta di una visita che non è urgente, è anche vero che ormai sono prossimo ai 70 anni, la vista mi si è abbassata, vedo sfocato e necessito di capire che mi sta accadendo dalle parole di uno specialista». L’uomo quindi ha chiamato il Servizio prenotazione, ma «mi è stato detto che quelli erano i tempi e che quindi avrei dovuto pazientare e aspettare il mio turno». Una risposta che il pensionato Spinelli non ha gradito: «Non lo dico solo per me - spiega - ma anche per tutti gli altri che si trovano nelle mie condizioni e che devono aspettare tempi anche più lunghi per potere fare delle semplice visite».

La segnalazione al ministero

Il 69enne ha anche mandato una mail anche al ministero della Salute «per denunciare il fatto e per spiegare che semplicemente così non va bene. Non ne faccio una questione di soldi, ma semplicemente di principio». Tanto che Spinelli ha già fatto una ricognizione per capire dove potere andare. «Chiaramente a pagamento - conclude sconsolato - perché in questo modo, con queste attese nella sanità pubblica, le persone e i pazienti vengono dirottati nella sanità privata, dove bisogna avere i soldi ma almeno, soprattutto se sei anziano, non aspetti di morire prima di potere incontrare un medico».

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