Tre anni di reclusione. È questa la pena che dovrà scontare un 35enne pakistano, a giudizio per una violenza sessuale commessa nel parco Cervi a due passi dall’Arco di Augusto nei confronti di una ragazzina che, all’epoca dei fatti, aveva soltanto 15 anni. Così ha deciso il Tribunale collegiale, dopo che per lui il pm Davide Ercolani aveva chiesto una pena pari a 6 anni di reclusione. All’uomo, difeso dall’avvocato Fabio Spiotta del Foro di Rimini, è stata riconosciuta anche una parziale incapacità di intendere e di volere dopo una perizia svolta sia da due psichiatri incaricati dalla gup Raffaella Ceccarelli (che lo dichiararono non pienamente capace di intendere e di volere all’epoca dei fatti) sia da un consulente nominato dal pubblico ministero. Il 35enne, dopo un periodo di ricovero in una struttura psichiatrica, finora era libero e non soggetto ad alcuna misura cautelare.
La vicenda nel dicembre 2020
L’uomo avrebbe iniziato a importunare la giovane sull’autobus che la stava accompagnando a scuola, tanto da costringerla a scendere nei pressi dell’Arco di Augusto invece che alla solita fermata all’esterno della stazione ferroviaria. Scesa, lo fotografò, ma poi lui, seguendola (come in parte si vedrebbe dalle immagini di una telecamera di videosorveglianza presente in zona), l’avrebbe costretta a seguirlo nel parco dove, dopo averla afferrata al collo, le avrebbe infilato una mano nei pantaloni, palpeggiandola nelle parti intime, sul seno e baciandola.
La ragazzina, per fortuna, riuscì a liberarsi dall’aggressore dandogli un morso sul naso, per poi, con la maglia tutta strappata, chiedere aiuto a un vigilante presente fuori dall’ufficio postale che la accompagnò in Questura.