Una festa che è anche un abbraccio collettivo. Mercoledì 14 gennaio, il teatro Amintore Galli diventa il palcoscenico della città solidale per celebrare i 25 anni di Opera Sant’Antonio per i poveri odv, una delle realtà più radicate e riconosciute del welfare riminese. Un anniversario che unisce spettacolo, memoria e gratitudine verso una comunità che, da un quarto di secolo, non smette di prendersi cura dei più fragili. «Nata il 13 gennaio 2001 dalla visione di fra Lazzaro Corazzi, Opera Sant’Antonio ha iniziato distribuendo sette pasti in quella che allora era una stalla del convento dei Cappuccini. – racconta l’attuale presidente fra Giordano Ferri – Oggi sono in media 180 le cene servite ogni sera, affiancate da docce, centro di ascolto, distribuzione di farmaci e pacchi alimentari. In venticinque anni sono circa 13 mila le persone che hanno trovato qui un aiuto, grazie a una rete di circa 90 volontari, vero cuore pulsante dell’Opera». A condurre la serata dei festeggiamenti sarà Francesca Fialdini, giornalista e volto noto della Rai, che dialogherà con fra Giordano ripercorrendo le tappe di un impegno quotidiano fatto di accoglienza e ascolto. Ospite d’eccezione il cantante Elio, con lo spettacolo “Quando un musicista ride”: «Un viaggio ironico e colto tra musica, canzone e teatro, da Gaber a Jannacci, per riscoprire una creatività capace di unire intelligenza, leggerezza e umanità».
A sottolineare il valore più profondo dell’esperienza è il vescovo di Rimini Nicolò Anselmi: «Opera Sant’Antonio è una luce di carità nella nostra città. Qui le persone non vengono solo per un pasto: vengono perché trovano qualcuno che le guarda negli occhi, che le chiama per nome, che si prende cura di loro. La carità non è solo dare, è farsi prossimi». Un impegno che coinvolge l’intera comunità civile. «Non si tratta solo di un servizio: è un’esperienza che cambia la città – evidenzia l’assessore comunale alle Politiche sociali e alla salute, Kristian Gianfreda – Il lavoro quotidiano è fondamentale, ma lo è altrettanto il coinvolgimento, l’incontro, la capacità di far sentire tutti parte di una stessa comunità».